
Quando pensiamo a un servizio per scaricare i dati che un’azienda conserva sul nostro account, il primo nome che viene in mente è probabilmente Google Takeout. Ma anche Apple mette a disposizione uno strumento simile.
Si trova nel portale Dati e privacy, raggiungibile da privacy.apple.com, e permette di richiedere una copia delle informazioni associate al proprio Apple Account.
È una funzione particolarmente interessante per chi vuole conservare una copia dei propri dati su un computer, un disco esterno o magari un NAS domestico.
C’è però una distinzione importante: non si tratta di un sistema di sincronizzazione e non permette di trasformare iCloud in un cloud installato in casa.
Che cos’è il portale Dati e privacy di Apple
Il portale Dati e privacy raccoglie gli strumenti messi a disposizione da Apple per controllare e gestire i propri dati personali.
Dopo aver effettuato l’accesso con il proprio Apple Account possiamo, a seconda della disponibilità delle funzioni:
- ottenere una copia dei dati conservati da Apple;
- trasferire alcuni contenuti verso un altro servizio;
- chiedere la correzione di informazioni personali;
- disattivare temporaneamente l’account;
- eliminare definitivamente l’account e i dati associati;
- consultare informazioni sulle categorie di dati raccolte da Apple.
Secondo Apple, questi strumenti self-service sono disponibili in oltre 240 Paesi e aree geografiche.
Per gli utenti dell’Unione europea, del Regno Unito e del Giappone sono inoltre disponibili richieste una tantum o ricorrenti per determinate categorie di informazioni, comprese alcune attività relative all’App Store, alle installazioni delle app e alle notifiche push.
Quali dati possiamo scaricare?
Le categorie disponibili dipendono dai servizi utilizzati con il nostro Apple Account e possono quindi variare da una persona all’altra.
L’esportazione può comprendere, per esempio, dati relativi all’account e ai servizi Apple, oltre a contenuti archiviati tramite iCloud.
Non dobbiamo però immaginare un unico archivio perfettamente organizzato e pronto per essere importato altrove.
A seconda della categoria selezionata, possiamo ricevere contenuti nei loro formati originali insieme a registri, elenchi, metadati e altri file contenenti le informazioni associate al nostro account.
L’obiettivo del servizio è soprattutto permetterci di ottenere una copia dei dati, non creare automaticamente un backup completo e immediatamente ripristinabile dell’intero ecosistema Apple.
Come richiedere una copia dei dati Apple
La procedura è piuttosto semplice.
- Andiamo su privacy.apple.com.
- Accediamo con il nostro Apple Account.
- Completiamo l’eventuale verifica dell’identità.
- Selezioniamo “Ottieni una copia dei tuoi dati”.
- Scegliamo le categorie che vogliamo esportare.
- Confermiamo la richiesta seguendo le indicazioni mostrate sullo schermo.
- Attendiamo che Apple prepari i dati.
- Quando riceviamo la comunicazione, scarichiamo gli archivi e verifichiamo che siano leggibili.
La preparazione può richiedere del tempo perché Apple deve raccogliere le informazioni richieste e verificare che la richiesta provenga effettivamente dal titolare dell’account.
Una volta ottenuti i file, il consiglio è semplice: non lasciamoli nella cartella Download.
Se l’obiettivo è creare una vera copia personale dei nostri dati, spostiamoli subito sul sistema di archiviazione scelto.
Scaricare una copia non significa trasferire iCloud a casa
Questo è probabilmente il concetto più importante di tutta la guida.
Quando scarichiamo i nostri dati otteniamo una copia delle informazioni disponibili in quel momento.
Non stiamo creando una sincronizzazione permanente tra iCloud e il nostro NAS.
Se oggi salviamo una copia delle nostre foto su un server domestico e domani scattiamo altre cento fotografie con l’iPhone, queste non compariranno automaticamente nel nostro archivio locale solo perché abbiamo utilizzato il portale Dati e privacy.
Per mantenere aggiornato un archivio domestico dobbiamo quindi effettuare nuove esportazioni oppure utilizzare procedure dedicate di backup o sincronizzazione.
L’esportazione va vista come una sorta di fotografia dei nostri dati in un determinato momento.
Esportazione e trasferimento diretto: qual è la differenza?
Nel portale Apple possiamo trovare anche la funzione “Trasferisci una copia dei tuoi dati”.
Le due operazioni non sono la stessa cosa.
Con l’esportazione otteniamo dei file che possiamo scaricare e conservare dove preferiamo.
Con il trasferimento diretto, invece, alcuni contenuti vengono inviati da Apple verso un altro servizio compatibile.
Un esempio è il trasferimento di una copia della raccolta di Foto di iCloud verso Google Foto.
Gli originali presenti su iCloud non vengono eliminati automaticamente.
Bisogna inoltre tenere presente che alcuni elementi potrebbero non essere trasferiti integralmente. Apple segnala, per esempio, limitazioni riguardanti album smart, Live Photos, alcuni file RAW, album condivisi e determinati metadati.
Se il nostro obiettivo è conservare una copia sotto il nostro controllo, quindi, l’esportazione locale rimane una delle possibilità più interessanti.
Dove conservare i dati scaricati?
Una volta ottenuti gli archivi possiamo conservarli praticamente ovunque:
- su un disco USB;
- su un SSD esterno;
- su un NAS domestico;
- su un piccolo server personale;
- su un computer dedicato all’archiviazione.
Qui però nasce un nuovo problema: la sicurezza.
Gli archivi esportati possono contenere foto, documenti e numerose altre informazioni personali.
Lasciare tutto su un disco non protetto collegato permanentemente alla rete non è necessariamente più sicuro che mantenere i dati sui server Apple.
Se utilizziamo un NAS, sarebbe opportuno prevedere almeno:
- credenziali robuste;
- autenticazione a due fattori, quando disponibile;
- aggiornamenti regolari;
- cifratura dei dati sensibili;
- una seconda copia di sicurezza.
E soprattutto ricordiamo una regola fondamentale.
RAID non significa backup
Avere due o più dischi configurati in RAID può proteggerci dalla rottura di un disco, ma non ci protegge automaticamente da tutto il resto.
Una cancellazione accidentale, un ransomware, il furto del NAS, un guasto dell’intero dispositivo o un incendio possono comunque farci perdere i dati.
Per questo continua ad avere senso la famosa regola del backup 3-2-1:
3 copie dei dati, su 2 supporti differenti, con almeno 1 copia conservata altrove.
Nel nostro caso potremmo avere:
iCloud → NAS domestico → disco esterno conservato in un altro luogo.
Una configurazione semplice, ma decisamente più robusta rispetto ad avere una sola copia.
Può sostituire davvero iCloud?
No, almeno non da solo.
Il portale Dati e privacy è principalmente uno strumento di portabilità e controllo dei dati, non un sostituto di iCloud.
Può però essere molto utile per:
- creare periodicamente un archivio indipendente da Apple;
- preparare una migrazione verso altri servizi;
- conservare localmente foto e documenti importanti;
- avere maggiore controllo sulle proprie informazioni;
- ridurre la dipendenza da un unico fornitore cloud.
Non offre invece la comodità della sincronizzazione continua di iCloud, né la stessa integrazione tra iPhone, iPad e Mac.
Ed è proprio questa la differenza fondamentale tra possedere una copia dei propri dati e utilizzare un servizio cloud che li mantiene continuamente sincronizzati.
Conclusioni
Il portale Dati e privacy di Apple può essere considerato, con le dovute differenze, una sorta di Google Takeout per l’ecosistema Apple.
In pochi passaggi possiamo richiedere una copia di molte delle informazioni associate al nostro Apple Account e conservarla su dispositivi sotto il nostro controllo.
Per chi possiede un NAS o semplicemente un buon disco esterno può essere un ottimo punto di partenza per costruire un archivio personale indipendente dal cloud.
Ma c’è un aspetto da non dimenticare.
Avere i dati in casa significa avere maggiore controllo, ma anche assumersi una maggiore responsabilità.
Dal momento in cui scarichiamo una copia dei nostri dati, infatti, la loro sicurezza dipende anche da noi.
E forse è proprio questo il vero vantaggio di strumenti come quello offerto da Apple: non necessariamente abbandonare il cloud, ma evitare che l’unica copia importante della nostra vita digitale dipenda da un solo servizio.
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