spegni & riaccendi

Autore: albilab (Pagina 1 di 10)

Scaricare presentazioni da SlideShare (metodo semplice con SaveSlide)

Se ti è mai capitato di trovare una presentazione utile su SlideShare, sai già il problema:
non sempre puoi scaricarla direttamente.

In questa guida vediamo un metodo semplice e veloce per farlo usando SaveSlide, senza installare nulla.


🔧 Cosa ti serve

  • un browser (Chrome, Edge, Safari, ecc.)
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🚀 Metodo pratico: usare SaveSlide

1. Copia il link della presentazione

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SaveSlide ti mostra tutte le slide.

Questo è utile perché puoi:

  • controllare se funziona correttamente
  • evitare di scaricare roba inutile
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A questo punto puoi scegliere:

  • PDF → migliore per studiare
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👍 Perché usare SaveSlide

Rispetto ad altri metodi:

  • non devi registrarti
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  • puoi vedere le slide prima di scaricarle

In pratica: fa quello che serve, senza complicazioni.


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E ovviamente:
👉 rispetta sempre i diritti dell’autore


💡 Quando usarlo davvero

Questo strumento è utile se:

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  • fai formazione o ricerca
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🧠 Alternativa (se non funziona)

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  • prova a vedere se SlideShare ha il download diretto
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✅ Conclusione

Se vuoi scaricare presentazioni da SlideShare senza perdere tempo,
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Se ti interessano altre guide pratiche come questa, continua a seguire Albilab.

DNS Alternativi e Sovranità Digitale: Guida alle migliori soluzioni Europee (2026)

In un panorama tecnologico dove i dati rappresentano il nuovo asset geopolitico, il controllo dell’infrastruttura di rete non è più solo una questione per sistemisti, ma una necessità strategica. Cambiare i DNS è il primo passo per chiunque voglia riprendere il controllo della propria navigazione. Su Albilab.it parliamo spesso di ottimizzazione, e oggi lo facciamo guardando alla Sovranità Digitale Europea.

Cos’è il DNS e perché dovresti ignorare quello del tuo ISP

Il DNS (Domain Name System) è, di fatto, la rubrica di Internet. Quando digiti un URL, il server DNS lo traduce nell’indirizzo IP del server di destinazione. I DNS forniti di default dai provider italiani (ISP) presentano spesso tre criticità:

  1. Latenza: Infrastrutture non sempre ottimizzate che rallentano l’apertura dei siti.
  2. Censura: Blocchi amministrativi o legali applicati a livello di risoluzione.
  3. Profiling: I tuoi log di navigazione sono una miniera d’oro per chi vuole profilare le tue abitudini.

Il dilemma della Sovranità Digitale: Google vs Europa

Fino a poco tempo fa, la scelta standard ricadeva sui giganti americani: Google DNS (8.8.8.8) o Cloudflare (1.1.1.1). Sebbene siano servizi eccellenti, consegnano i metadati della nostra vita digitale ad aziende extra-UE, soggette a legislazioni (come il Cloud Act statunitense) non sempre in linea con il nostro GDPR.

Cos’è la Sovranità Digitale? È la capacità dell’Europa di gestire autonomamente le proprie infrastrutture digitali e proteggere i dati dei cittadini, riducendo la dipendenza tecnologica dalle Big Tech d’oltreoceano.


Le Migliori Alternative Europee del 2026

Ecco i resolver che consigliamo oggi per unire prestazioni e conformità normativa.

1. DNS4EU: Il Resolver dell’Unione Europea

Lanciato per rafforzare l’autonomia digitale continentale, DNS4EU è la scelta istituzionale definitiva.

  • IP Primario: 86.54.11.1
  • Perché sceglierlo: Server distribuiti esclusivamente su suolo UE e protezione nativa contro il phishing approvata dai centri di cybersicurezza europei.

2. dns0.eu: Privacy e Performance

Un’iniziativa francese no-profit che non scende a compromessi. È perfetto per chi cerca una velocità paragonabile a quella di Google ma con una politica “zero-log” certificata.

  • Specialità: Supporto avanzato ai protocolli crittografati DoH (DNS-over-HTTPS) e DoT.

3. Quad9 (Sede in Svizzera)

Nonostante l’infrastruttura globale, Quad9 ha spostato la propria sede legale a Zurigo per beneficiare delle leggi svizzere sulla privacy.

  • IP Primario: 9.9.9.9
  • Vantaggi: Una delle migliori intelligence mondiali per il blocco preventivo dei domini malevoli.

Hands-on: Configurazione su Linux

Per la nostra community di utenti Linux, la configurazione tramite interfaccia grafica è spesso superflua. Vediamo come forzare i DNS europei via terminale utilizzando systemd-resolved, lo standard sulle distribuzioni moderne (Ubuntu, Debian, Fedora, Arch).

  1. Modifica il file di configurazione:Bashsudo nano /etc/systemd/resolved.conf
  2. Imposta i server DNS europei:Individua la riga [Resolve] e modificala come segue:PlaintextDNS=86.54.11.1 9.9.9.9 FallbackDNS=1.1.1.1
  3. Riavvia il servizio:Bashsudo systemctl restart systemd-resolved

Tip: Per verificare che i nuovi DNS siano attivi, usa il comando resolvectl status.


Confronto Tecnico: Quale scegliere?

ServizioSede LegalePrivacySicurezzaIdeale per
GoogleUSAMediaStandardChi vuole semplicità
DNS4EUUEMassimaAlta (Cybersecurity UE)Sovranità Digitale
dns0.euUEMassimaAltaPrivacy-focused
Quad9SvizzeraAltaEccellente (Anti-malware)Sicurezza Totale

Conclusioni

Nel 2026, la scelta del DNS non è più solo una questione di millisecondi. È una dichiarazione di intenti. Passare a DNS4EU o dns0.eu significa premiare l’ecosistema tecnologico del nostro continente e mettere i propri dati al sicuro sotto la giurisdizione europea.

E tu, hai già abbandonato i DNS americani? Se hai difficoltà con la configurazione sul tuo router o sulla tua distro Linux, scrivici nei commenti.

Firefox al Massimo della Privacy: Cos’è e Come Funziona ffprofile.com

Navigare sul web oggi è un po’ come camminare nel fango: ogni passo lascia un’impronta. Se usi Firefox, sai già di avere tra le mani uno dei browser più attenti alla privacy, ma sapevi che le impostazioni “di fabbrica” sono solo la punta dell’iceberg?

Esiste un tool gratuito, rapido e incredibilmente potente per trasformare il tuo browser in un fortino inespugnabile: si chiama ffprofile.com.

In questo articolo scopriamo insieme perché dovresti usarlo e come configurarlo in meno di 5 minuti.


Il problema: Le impostazioni nascoste di Firefox

Firefox è estremamente personalizzabile, ma molte delle sue funzioni più avanzate per la sicurezza sono nascoste nel menù about:config, una lista infinita di codici e parametri tecnici dove è facile fare danni se non si è esperti.

Spesso, per garantire che tutti i siti funzionino correttamente, Mozilla lascia attive alcune funzioni di telemetria (invio dati sull’uso) o servizi di localizzazione che non tutti desiderano.

La soluzione: ffprofile.com

ffprofile.com è un generatore di configurazioni. Non è un software da installare, ma un sito web che ti permette di selezionare, tramite una serie di interruttori (toggle), cosa vuoi attivare o disattivare nel tuo browser.

Una volta scelte le tue preferenze, il sito crea un piccolo file chiamato user.js. Ti basta inserire quel file nella cartella del tuo profilo Firefox e il gioco è fatto: il browser si autoconfigurerà secondo i tuoi desideri.


Quali benefici ottieni?

Utilizzando un profilo generato con ffprofile, puoi ottenere diversi vantaggi immediati:

  • Blocco della Telemetria: Impedisci a Firefox di inviare dati sull’utilizzo ai server di Mozilla.
  • Protezione dal Fingerprinting: Rendi più difficile per i siti web identificarti in base alle caratteristiche del tuo computer (risoluzione schermo, font installati, ecc.).
  • Disattivazione di Pocket e Servizi Extra: Rendi l’interfaccia più pulita eliminando servizi predefiniti che magari non usi.
  • Sicurezza Avanzata: Forza l’uso di connessioni sicure e disabilita funzioni web potenzialmente vulnerabili (come WebGL o WebRTC, che possono rivelare il tuo vero indirizzo IP anche sotto VPN).

Guida Rapida: Come creare il tuo profilo perfetto

Ecco i passaggi per blindare il tuo browser:

  1. Visita il sito: Vai su ffprofile.com.
  2. Scegli il livello di restrizione: Puoi usare i preset (come “Enforce Privacy”) o spuntare manualmente le opzioni. Se sei un utente medio, le opzioni di default del sito sono già un ottimo compromesso.
  3. Scarica il pacchetto: Clicca su “Download zip” o scarica direttamente il file user.js.
  4. Inserisci il file in Firefox:
    • Apri Firefox e scrivi about:support nella barra degli indirizzi.
    • Cerca la voce Cartella del profilo e clicca su “Apri cartella”.
    • Copia il file user.js appena scaricato all’interno di questa cartella.
  5. Riavvia: Chiudi e riapri Firefox. Le modifiche sono ora attive!

Nota di Albilab: Se dopo aver inserito il file noti che alcuni siti non funzionano correttamente (ad esempio le videochiamate se hai disattivato WebRTC), ti basterà rimuovere il file user.js dalla cartella e riavviare il browser per tornare alle impostazioni originali.


In conclusione

ffprofile.com è lo strumento definitivo per chi vuole il controllo totale sulla propria navigazione senza dover studiare manuali di informatica. È un modo semplice, pulito e trasparente per dire “no” al tracciamento selvaggio.

Ti è stata utile questa guida? Se hai dubbi sulla configurazione o vuoi approfondire altri strumenti per la tua sicurezza digitale, scrivici nei commenti.

Google Discover: cos’è, come funziona e come gestire la cronologia per un feed pulito

Google Discover è uno strumento potente, ma spesso sottovalutato. Se usato bene può diventare una fonte di notizie personalizzata e davvero utile. Se usato male… può trasformarsi in un feed pieno di contenuti irrilevanti.

In questa guida vediamo:

  • Cos’è Google Discover
  • Come funziona l’algoritmo
  • Come personalizzare il feed
  • Come gestire e pulire la cronologia
  • Come mantenere l’account Google “ordinato” nel tempo

Cos’è Google Discover

Google Discover è il feed personalizzato che trovi:

  • Nell’app Google su Android e iOS
  • Nella schermata a sinistra della home su molti smartphone Android
  • Su google.com (da mobile, se sei loggato)

A differenza della classica ricerca Google, Discover non richiede una query: ti propone contenuti in base ai tuoi interessi.


Come funziona Google Discover

Google Discover utilizza:

  • Cronologia delle ricerche
  • Siti visitati
  • Video YouTube guardati
  • App utilizzate (su Android)
  • Posizione (se attiva)
  • Interazioni precedenti con il feed

In pratica, è un sistema di raccomandazione basato su machine learning che costruisce un profilo dei tuoi interessi.

👉 Se clicchi spesso su articoli di tecnologia open source, Discover ti proporrà sempre più contenuti simili.
👉 Se inizi a leggere gossip o calcio… il feed cambierà direzione.


Come personalizzare Google Discover

Pulire il feed è possibile. Basta sapere dove intervenire.

1️⃣ Usare le opzioni direttamente nel feed

Sotto ogni notizia trovi il menu con i tre puntini.

Puoi scegliere:

  • Non mi interessa questo argomento
  • Non mostrare contenuti da questo sito
  • Mostra di più su questo argomento

Questa è la prima forma di “addestramento” dell’algoritmo.

📌 Consiglio tecnico: fatelo spesso. È il metodo più rapido per ripulire il feed.


2️⃣ Gestire gli interessi manualmente

Vai su:

Google App → Profilo → Impostazioni → Interessi → I tuoi interessi

Qui puoi:

  • Seguire nuovi argomenti
  • Smettere di seguire temi non più rilevanti
  • Rimuovere interessi errati

Questo è utile se Discover ha “capito male” i tuoi gusti.


Come gestire e pulire la cronologia Google

Qui entriamo nella parte più importante.

Il feed di Discover è strettamente collegato alla tua Attività Google.

Accedere alla cronologia

Vai su:

👉 https://myactivity.google.com

Qui trovi:

  • Cronologia ricerche
  • Attività web e app
  • Cronologia YouTube
  • Cronologia posizione (se attiva)

Eliminare singole attività

Puoi:

  • Cancellare singole ricerche
  • Eliminare attività di un giorno specifico
  • Eliminare attività per intervallo di tempo
  • Eliminare tutto

Come fare:

  1. Vai su “Elimina”
  2. Scegli:
    • Ultima ora
    • Ultimo giorno
    • Sempre
    • Intervallo personalizzato

Attivare l’eliminazione automatica

Funzione consigliatissima 👍

Dentro “Attività web e app” puoi attivare:

  • Eliminazione automatica ogni 3 mesi
  • Ogni 18 mesi
  • Ogni 36 mesi

Per mantenere il feed più coerente e meno “inquinato” consiglio i 3 mesi.


Disattivare la personalizzazione (opzione radicale)

Se vuoi un feed meno invasivo:

Vai su:
Impostazioni Google → Dati e privacy → Attività web e app

Puoi:

  • Mettere in pausa la raccolta dati
  • Disattivare la cronologia YouTube
  • Disattivare la cronologia posizione

⚠️ Attenzione: Discover diventerà meno preciso.


Best Practice per un feed pulito

Ecco alcune buone pratiche da tecnico IT:

✅ Non cliccare contenuti “per curiosità”

Anche un solo clic influenza l’algoritmo.

✅ Usa regolarmente “Non mi interessa”

È il metodo più efficace.

✅ Attiva eliminazione automatica ogni 3 mesi

Mantieni il profilo aggiornato ai tuoi interessi attuali.

✅ Separa account lavoro e personale

Se usi Discover anche per ricerca tecnica (es. Linux, Docker, cybersecurity), crea un account Google dedicato.


Privacy e Open Source: una riflessione

Google Discover è potente ma si basa sulla profilazione.

Se sei attento alla privacy puoi valutare alternative:

  • Feed RSS con Feedly
  • FreshRSS (self-hosted, open source)
  • Inoreader
  • Aggregatori federati

Un feed RSS self-hosted è la soluzione più pulita in termini di controllo dei dati.


Conclusione

Google Discover può essere:

  • Uno strumento utile
  • Una fonte di distrazione
  • Un algoritmo da addestrare

Sta a noi gestirlo.

Pulire la cronologia e usare correttamente le impostazioni significa avere:

✔️ Feed più pertinenti
✔️ Meno contenuti inutili
✔️ Maggiore controllo sui propri dati

Come installare Etcher su Ubuntu 25.10

come installare balena Etcher su ubuntu 25.10

Se stai utilizzando la nuova versione Ubuntu 25.10 e hai bisogno di creare una pendrive USB avviabile, balenaEtcher rimane uno degli strumenti migliori per la sua semplicità e efficacia.

Tuttavia, installando la versione .deb di Etcher su Ubuntu 25.10, potresti imbatterti in un errore di blocco dovuto a una dipendenza specifica spesso non allineata nelle versioni più recenti del sistema operativo: libgdk-pixbuf-2.0-0.

In questa guida vedremo come installare Etcher correttamente utilizzando GDebi e come risolvere l’errore scaricando manualmente la libreria mancante.

Fase 1: Scaricare il pacchetto .deb di Etcher

Per prima cosa, procuriamoci il software ufficiale.

  1. Collegati al sito balena.io/etcher.
  2. Clicca su “Download for Linux” e scegli il formato “DEB Package”.
  3. Salva il file (es. balena-etcher-electron_xxx_amd64.deb) nella tua cartella Download.

Fase 2: Installare GDebi

Per gestire al meglio l’installazione e l’errore delle dipendenze, useremo GDebi al posto del solito installer di Ubuntu, in quanto è molto più esplicito nel segnalare cosa manca.

Apri il terminale e lancia i comandi:

sudo apt update
sudo apt install gdebi

Fase 3: Identificare l’errore della dipendenza

Proviamo ora ad aprire il file di Etcher per vedere l’errore:

  1. Vai nella cartella Download.
  2. Clicca con il tasto destro sul file .deb di Etcher e seleziona “Apri con” > “Installatore pacchetti GDebi”.
  3. Clicca su “Installa pacchetto”.

A questo punto l’installazione fallirà. GDebi ti mostrerà un errore che indica che la dipendenza libgdk-pixbuf-2.0-0 non è soddisfatta.

Fase 4: Scaricare la libreria mancante (Link Diretto)

Non è necessario cercare nel web: abbiamo individuato il file esatto che risolve il problema per Ubuntu 25.10.

Copia e incolla questo link nel tuo browser per scaricare direttamente la libreria corretta:

http://ftp.de.debian.org/debian/pool/main/g/gdk-pixbuf/libgdk-pixbuf-2.0-0_2.42.12+dfsg-4_amd64.deb

Il file che scaricherai si chiamerà: libgdk-pixbuf-2.0-0_2.42.12+dfsg-4_amd64.deb

Fase 5: Installare la libreria con GDebi

Ora che abbiamo la “pezza” per il sistema, installiamola:

  1. Una volta scaricato, vai nella cartella Download.
  2. Clicca con il tasto destro sul file libgdk-pixbuf-2.0-0_2.42.12+dfsg-4_amd64.deb.
  3. Seleziona “Apri con” > “Installatore pacchetti GDebi”.
  4. Clicca su “Installa pacchetto”.

Questa volta l’operazione dovrebbe completarsi senza errori, poiché stiamo fornendo al sistema la libreria grafica che cercava.

Fase 6: Completare l’installazione di Etcher

Siamo arrivati al traguardo.

  1. Torna alla finestra di GDebi che avevi aperto inizialmente per il file di Etcher (se l’hai chiusa, riaprila cliccando col destro sul file .deb di Etcher).
  2. Ora che la dipendenza libgdk-pixbuf-2.0-0 è stata installata, il pulsante “Installa pacchetto” sarà attivo e funzionante.
  3. Clicca su Installa e, al termine, avrai Etcher pronto all’uso nel menu delle applicazioni.

Conclusione

Grazie a questo piccolo “trucco” con GDebi e il download mirato della libreria da Debian, hai aggirato un problema comune sulle distribuzioni più recenti come Ubuntu 25.10. Ora sei pronto a flashare le tue ISO preferite in sicurezza.

A presto con il team di Albilab!

Come installare Windows 11 con driver Intel RST (SSD NVMe non rilevato)

come installare i driver Intel RST

Durante l’installazione pulita di Windows 11 può capitare che l’SSD M.2 PCIe NVMe non venga rilevato dal programma di installazione.

Il problema è molto comune sui PC recenti (soprattutto notebook Intel di 11ª, 12ª, 13ª generazione e successivi) dove nel BIOS è attiva la modalità Intel RST (Rapid Storage Technology) / VMD.

In questa guida vediamo come risolvere il problema caricando i driver Intel RST durante l’installazione di Windows 11, senza disattivare funzionalità dal BIOS (quando non possibile).


Perché l’SSD NVMe non viene rilevato?

Quando nel BIOS è attiva la modalità:

  • Intel RST
  • Intel VMD Controller
  • Modalità RAID invece di AHCI

Windows non include sempre i driver necessari per riconoscere l’unità NVMe durante l’installazione.

Risultato:
Nella schermata “Dove vuoi installare Windows?” non appare nessun disco.


Soluzione: Caricare manualmente i driver Intel RST

Cosa serve

  • Chiavetta USB con Windows 11
  • Seconda chiavetta USB (oppure stessa chiavetta con cartella dedicata)
  • Driver Intel RST (F6 Driver) compatibile con il tuo modello

1️⃣ Scaricare i driver Intel RST corretti

Hai due possibilità:

Metodo consigliato

Scarica i driver dal sito ufficiale del produttore del PC (HP, Dell, Asus, Acer, Lenovo, ecc.) cercando:

Driver Intel Rapid Storage Technology (RST)
oppure
F6 VMD Driver

⚠️ È importante scegliere il driver compatibile con il modello e il chipset del PC.


2️⃣ Preparare la chiavetta USB con i driver

  1. Estrai il file ZIP scaricato
  2. Copia la cartella estratta su una chiavetta USB
  3. Assicurati che all’interno siano presenti file come:
    • .inf
    • .sys
    • .cat

Non copiare solo l’eseguibile .exe, ma i file estratti.


3️⃣ Avviare l’installazione di Windows 11

  1. Inserisci la chiavetta con Windows
  2. Entra nel BIOS (di solito con F2, F12, DEL o ESC)
  3. Avvia da USB
  4. Procedi fino alla schermata:

Dove vuoi installare Windows?

Se il disco non appare, continua con il passaggio successivo.


4️⃣ Caricare il driver RST durante l’installazione

  1. Clicca su “Carica driver”
  2. Inserisci la chiavetta con i driver
  3. Seleziona la cartella contenente i file .inf
  4. Conferma

Windows mostrerà uno o più driver compatibili.
Seleziona quello relativo a:

Intel(R) Volume Management Device (VMD)
oppure
Intel(R) Rapid Storage Technology Controller

Dopo pochi secondi l’SSD NVMe comparirà nell’elenco.


5️⃣ Procedere con l’installazione

Ora puoi:

  • Eliminare le vecchie partizioni
  • Creare una nuova partizione
  • Installare Windows normalmente

L’installazione proseguirà senza problemi.


Alternativa: Disattivare RST dal BIOS (solo se possibile)

In alcuni casi puoi evitare il caricamento driver entrando nel BIOS e:

  • Disattivando Intel VMD
  • Impostando modalità AHCI invece di RAID

⚠️ Attenzione:
Se il PC nasce con RST attivo, cambiarlo può causare problemi su installazioni già esistenti.


Quando è obbligatorio usare i driver RST?

È necessario caricare i driver quando:

  • Il BIOS non permette di disattivare VMD
  • Il produttore blocca la modalità RAID
  • Il PC è di ultima generazione con controller Intel VMD attivo

Problemi comuni e soluzioni

Il driver non viene accettato

  • Assicurati di aver scaricato la versione corretta
  • Prova a usare una versione più recente
  • Verifica che l’architettura sia 64 bit

L’SSD continua a non apparire

  • Aggiorna il BIOS
  • Prova un’altra porta USB
  • Ricrea la chiavetta di installazione con Media Creation Tool

Conclusione

Se durante l’installazione di Windows 11 il tuo SSD M.2 NVMe non viene rilevato, nella maggior parte dei casi il problema è legato ai driver Intel RST / VMD.

Caricando manualmente il driver corretto durante l’installazione, il disco verrà riconosciuto immediatamente e potrai completare l’installazione senza modificare configurazioni delicate del BIOS.


Se ti è stato utile questo articolo, continua a seguire albilab.it per guide tecniche, troubleshooting e soluzioni pratiche dal mondo IT.


Come Accedere a MLOL per Leggere i Quotidiani: Guida Completa 2026

mlol MediaLibraryOnLine

Scopri come utilizzare MLOL (MediaLibraryOnLine) per accedere gratuitamente ai principali quotidiani italiani attraverso la tua biblioteca. Guida passo passo aggiornata a febbraio 2026.


Cos’è MLOL e Perché Utilizzarlo nel 2026

MLOL (MediaLibraryOnLine) è la piattaforma digitale leader in Italia che permette agli utenti delle biblioteche pubbliche di accedere gratuitamente a quotidiani, riviste, ebook e audiolibri. Nel 2026 il servizio è stato ulteriormente potenziato con nuove testate e un’interfaccia più intuitiva.

Vantaggi di MLOL nel 2026:

  • 📰 Accesso a oltre 100 quotidiani nazionali, regionali e locali
  • 💰 Servizio completamente gratuito per gli iscritti in biblioteca
  • 📱 App mobile ottimizzata per iOS e Android
  • 🗞️ Archivio storico esteso fino a 90 giorni per molte testate
  • 🔊 Nuova funzione lettura audio per articoli selezionati

Requisiti per Accedere a MLOL (Aggiornati 2026)

RequisitoDescrizione
Tessera bibliotecaIscrizione attiva a una biblioteca convenzionata MLOL
SPID/CIE opzionaleAlcune biblioteche ora supportano l’accesso con identità digitale
PIN/PasswordCodici forniti dalla biblioteca o recuperabili online
Dispositivo connessoPC, tablet, smartphone o e-reader con internet

Novità 2026: Molte biblioteche hanno integrato l’accesso tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE) per maggiore sicurezza.


Guida Passo Passo: Come Accedere a MLOL nel 2026

Passo 1: Verifica la convenzione della tua biblioteca

Visita il sito ufficiale medialibrary.it e clicca su “Accedi” o “Entra in MLOL”. Seleziona la tua regione e cerca la biblioteca nell’elenco aggiornato.

Alternative di accesso 2026:

  • Accesso classico con tessera biblioteca
  • Accesso con SPID (se supportato dalla tua biblioteca)
  • Accesso con CIE + lettore NFC su smartphone

Passo 2: Autenticazione

Inserisci le tue credenziali:

  • Numero tessera o codice utente
  • Password/PIN (recuperabile presso la biblioteca se dimenticata)
  • Secondo fattore (se attivato dalla tua biblioteca)

Passo 3: Esplora la sezione Quotidiani

Dall’area personale:

  1. Clicca su “Quotidiani” o “Rassegna Stampa” nel menu
  2. Filtra per nazionali, regionali o locali
  3. Seleziona la testata (La Repubblica, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Stampa, ecc.)
  4. Scegli la data di pubblicazione dal calendario interattivo
  5. Clicca “Leggi online” o “Scarica PDF”

Passo 4: Personalizza la tua lettura

Nuove funzioni 2026:

  • Modalità notte per lettura serale
  • Zoom intelligente su singoli articoli
  • Condivisione di articoli via email (limitata)
  • Lettura audio per i principali articoli di cronaca

Novità MLOL 2026: Cosa è Cambiato

FunzioneDescrizione
App rinnovataNuova interfaccia più veloce e intuitiva
Notifiche personalizzateAvvisi quando esce il tuo quotidiano preferito
Rassegna stampa automaticaCreazione di cartelle tematiche personalizzate
Integrazione CIE/SPIDAccesso più sicuro e semplificato
Offline modeDownload di edizioni per lettura senza connessione

Problemi Comuni e Soluzioni (Aggiornate 2026)

ProblemaSoluzione
Accesso negatoVerifica che la tessera sia in regola o prova con SPID/CIE
App lenta o crashAggiorna all’ultima versione disponibile su App Store/Play Store
Quotidiano non scaricabileAlcune testate hanno limiti di download verificati
Errore “Biblioteca non trovata”Contatta direttamente la biblioteca per verificare lo stato della convenzione

FAQ – Domande Frequenti (Edizione 2026)

MLOL è ancora gratuito nel 2026?

Sì, il servizio rimane gratuito per tutti gli iscritti alle biblioteche convenzionate. Nessun costo nascosto.

Posso usare MLOL all’estero?

Sì, l’accesso è possibile da qualsiasi paese con connessione internet, a patto di avere credenziali valide.

Quanti quotidiani posso leggere al giorno?

Non esiste un limite massimo di lettura. Puoi consultare tutte le testate disponibili nella collezione della tua biblioteca.

L’app MLOL 2026 è compatibile con il mio telefono?

L’app supporta iOS 14+ e Android 8.0+. Per sistemi più datati, usa il browser web.


Conclusione

Nel 2026 MLOL rappresenta la soluzione più conveniente e legale per leggere i quotidiani italiani senza abbonamenti costosi. Con le nuove funzionalità di accesso SPID/CIE e l’app ottimizzata, il servizio è più accessibile che mai.

Non sei ancora iscritto a una biblioteca? Trova la biblioteca più vicina su ANAI e richiedi l’iscrizione gratuita per accedere subito a MLOL.


Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2026. Le procedure sono soggette a modifiche da parte di MLOL e delle biblioteche affiliate.


Ripristino MacBook: per Mac Intel e Apple Silicon (2026)

Ripristinare un MacBook può sembrare complicato, ma seguendo la procedura corretta è un’operazione sicura, veloce e risolutiva.

In questa guida trovi il metodo più affidabile per ripristinare macOS, valido sia per Mac con processore Intel sia per Apple Silicon (M1, M2, M3).


Quando conviene ripristinare un MacBook

Il ripristino è consigliato se:

  • il Mac è lento o instabile
  • macOS presenta errori continui
  • il sistema non si avvia correttamente
  • devi vendere o cedere il Mac
  • vuoi reinstallare macOS da zero

⚠️ Il ripristino cancella tutti i dati dal disco.


Operazioni fondamentali prima del ripristino

Prima di iniziare verifica sempre:

  • 🔋 Mac collegato all’alimentazione
  • ☁️ Backup completo (Time Machine o equivalente)
  • 🌐 Connessione Internet stabile
  • 🔐 Credenziali ID Apple disponibili

Saltare questi passaggi è l’errore più comune.


Come capire se il Mac è Intel o Apple Silicon

  1. Clic sul logo della mela nel finder e clicca su > Informazioni su questo Mac
  2. Controlla la voce Chip o Processore
  • Intel → segui la sezione Mac Intel
  • Apple M1 / M2 / M3 → segui la sezione Apple Silicon

Ripristino MacBook Apple Silicon (M1, M2, M3)

Avvio in modalità di recupero

  1. Spegni completamente il Mac
  2. Tieni premuto il tasto di accensione
  3. Rilascia quando compaiono le Opzioni di avvio
  4. Seleziona Opzioni > Continua

Inizializzare il disco correttamente

  1. Apri Utility Disco
  2. Vai su Vista > Mostra tutti i dispositivi
  3. Seleziona Macintosh HD (disco principale)
  4. Clic su Inizializza

Impostazioni consigliate:

  • Formato: APFS
  • Schema: GUID

Reinstallare macOS

  1. Torna al menu principale
  2. Clic su Reinstalla macOS
  3. Segui la procedura guidata

Il sistema installerà automaticamente la versione più adatta al Mac.


Ripristino MacBook con processore Intel

Avvio in modalità di recupero

  1. Spegni il Mac
  2. Accendilo tenendo premuti:
  • Command (⌘) + R → versione installata
  • Option + Command + R → ultima versione compatibile
  • Shift + Option + Command + R → versione originale

Inizializzazione del disco

  1. Apri Utility Disco
  2. Seleziona Macintosh HD
  3. Clic su Inizializza

Formato consigliato:

  • APFS (macOS recenti)
  • Mac OS Esteso (versioni precedenti)

Reinstallazione macOS

  1. Torna al menu di recupero
  2. Seleziona Reinstalla macOS
  3. Completa l’installazione

Ripristino MacBook per vendita o passaggio di proprietà

Se devi vendere o regalare il Mac:

  1. Vai su Impostazioni > ID Apple
  2. Esci dall’account
  3. Disattiva Dov’è
  4. Inizializza il disco
  5. Reinstalla macOS
  6. Spegni il Mac alla schermata di configurazione iniziale

Così eviti problemi di blocco attivazione.


Problemi comuni e soluzioni rapide

Il Mac non entra in recovery

  • Usa una tastiera cablata
  • Ricontrolla la combinazione di tasti
  • Cambia rete Wi‑Fi

Errore durante reinstallazione macOS

  • Verifica data e ora
  • Usa Internet Recovery

Disco non visibile

  • Abilita Mostra tutti i dispositivi in Utility Disco

FAQ – Domande frequenti

Il ripristino elimina tutti i dati?

Sì, il disco viene completamente cancellato.

Serve Internet?

Sì, macOS viene scaricato dai server Apple.

Posso tornare a una versione precedente?

Solo su Mac Intel usando le combinazioni avanzate.


Conclusione

Ripristinare un MacBook è un’operazione alla portata di tutti, purché venga eseguita nel modo corretto in base al tipo di processore.

Se il Mac presenta errori gravi o non vuoi rischiare, affidati a un tecnico specializzato.


Guida completa al ripristino MacBook Intel e Apple Silicon. Inizializza il disco, reinstalla macOS e prepara il Mac alla vendita in modo sicuro.



🐧TuxMate: il Ninite per Linux che installa tutte le app in pochi secondi

Interfaccia web di TuxMate per installare app su Linux


TuxMate è uno strumento open source che semplifica l’installazione delle applicazioni su Linux. Funziona su tutte le principali distro ed è perfetto dopo una nuova installazione del sistema.


Chi utilizza Linux lo sa: dopo aver installato il sistema operativo, la parte più noiosa è configurare l’ambiente con tutte le applicazioni necessarie. Browser, tool di sviluppo, software multimediali… ogni distro ha comandi diversi e ricordarli tutti non è sempre immediato.

TuxMate nasce proprio per questo: offrire un’esperienza simile a Ninite su Windows, ma pensata per il mondo Linux.


Cos’è TuxMate

TuxMate è uno strumento open source che consente di installare più applicazioni Linux contemporaneamente, senza dover cercare pacchetti o digitare lunghi comandi nel terminale.

Il funzionamento è estremamente semplice:

  • selezioni la tua distribuzione Linux
  • scegli le applicazioni che vuoi installare
  • ottieni un comando o uno script pronto all’uso

Il tutto avviene tramite una comoda interfaccia web, senza installare nulla sul sistema.


Come funziona TuxMate

TuxMate non sostituisce i classici package manager come apt, dnf o pacman.
Si comporta invece come un generatore intelligente di comandi, adattando automaticamente l’installazione alla distro selezionata.

In pratica:

  • riconosce il package manager corretto
  • utilizza repository ufficiali, Flatpak, Snap o AUR
  • evita reinstallazioni inutili

Una volta generato il comando, basta incollarlo nel terminale e avviare l’installazione.


Interfaccia web semplice e senza installazione

Uno dei grandi vantaggi di TuxMate è la sua interfaccia web minimale:

  • nessuna registrazione
  • nessun account
  • nessuna applicazione da installare

Può essere usato anche solo per creare script di setup da salvare e riutilizzare su più computer.


Supporto a tutte le principali distribuzioni Linux

TuxMate supporta praticamente ogni distro moderna, tra cui:

  • 🐧 Ubuntu e Debian
  • 🐧 Fedora
  • 🐧 Arch Linux (con supporto AUR)
  • 🐧 openSUSE
  • 🐧 NixOS
  • 📦 Flatpak e Snap
  • 🍺 Homebrew (Linux e macOS)

Questo lo rende perfetto per chi utilizza ambienti misti o più macchine.


Oltre 150 applicazioni disponibili

Il catalogo di TuxMate include oltre 150 applicazioni, organizzate per categoria:

  • browser web (Firefox, Chromium, Brave)
  • software di produttività
  • strumenti multimediali
  • tool per sviluppatori
  • utility di sistema

In pochi click puoi ricreare il tuo ambiente di lavoro completo, risparmiando tempo prezioso.


Sicurezza e trasparenza

Essendo open source, TuxMate permette di:

  • visualizzare tutti i comandi generati
  • controllare lo script prima di eseguirlo
  • evitare installazioni poco chiare

Un aspetto fondamentale quando si lavora con il terminale.


Perché TuxMate è così utile

TuxMate è ideale se:

  • reinstalli spesso Linux
  • lavori su più distribuzioni
  • vuoi velocizzare il setup iniziale
  • non vuoi ricordare decine di comandi

Non sostituisce strumenti avanzati come Ansible o dotfiles, ma è perfetto per una configurazione rapida e pulita.


🐧 Conclusioni

TuxMate è un progetto semplice ma estremamente efficace, che dimostra come anche su Linux si possa puntare alla semplicità senza rinunciare al controllo.

Se utilizzi Linux, soprattutto dopo una nuova installazione, è uno strumento che vale assolutamente la pena provare.

👉 Sito ufficiale: https://tuxmate.com
👉 Codice sorgente GitHub: https://github.com/abusoww/tuxmate


🎧 Harmony Music: l’alternativa open source a Spotify per Android, Linux e PC


Nel mondo dello streaming musicale, servizi come Spotify e Apple Music offrono grandi cataloghi ma impongono spesso abbonamenti, pubblicità e registrazioni obbligatorie.
Per chi cerca un’esperienza più libera, esiste una soluzione interessante: Harmony Music.

Harmony Music è un player musicale open source, gratuito e multipiattaforma, pensato per ascoltare musica senza account, senza annunci pubblicitari e con un’interfaccia moderna e intuitiva.

👉 In questo articolo di AlbiLab.it scopriamo cos’è Harmony Music, come funziona, come installarlo e perché può essere una valida alternativa a Spotify.


Cos’è Harmony Music

Harmony Music è un’applicazione musicale open source sviluppata con Flutter, disponibile su:

  • 📱 Android
  • 🐧 Linux (Ubuntu e derivate)
  • 🖥️ Windows
  • 🍎 macOS

L’app utilizza YouTube e YouTube Music come sorgente audio, permettendo di ascoltare brani, album e playlist tramite un player indipendente, leggero e privo di pubblicità.

💡 A differenza dei servizi commerciali, Harmony Music non richiede alcun login e non raccoglie dati personali in modo invasivo.


Interfaccia grafica: semplice e moderna

interfaccia harmony music player open source

Interfaccia principale di Harmony Music: pulita, moderna e intuitiva.


L’interfaccia di Harmony Music è pensata per essere chiara e user-friendly, anche per chi non è esperto.
La navigazione è fluida e tutte le funzioni principali sono a portata di tap o click.

riproduzione musicale harmony music alternativa spotify

Player musicale con controlli completi e design minimale.


Funzionalità principali di Harmony Music

Nonostante sia gratuita e open source, Harmony Music offre funzioni avanzate degne delle app più blasonate.

🎼 Nessuna pubblicità, nessun account

  • Avvio immediato
  • Nessuna registrazione richiesta
  • Zero annunci audio o banner

📻 Funzioni avanzate

  • 🔎 Ricerca rapida di artisti, album e brani
  • 📂 Creazione di playlist personalizzate
  • ❤️ Gestione dei preferiti
  • 📶 Modalità radio basata sui gusti musicali
  • 💾 Cache per l’ascolto offline
  • 🎚️ Equalizzatore audio
  • 🌙 Tema chiaro e scuro

Harmony Music è multipiattaforma

Uno dei maggiori punti di forza di Harmony Music è la compatibilità con più sistemi operativi, inclusi Linux e Ubuntu, spesso trascurati dai grandi servizi di streaming.

È ideale per:

  • utenti Linux
  • sviluppatori
  • appassionati di open source
  • chi vuole un player musicale leggero su PC

Come installare Harmony Music

📱 Installazione su Android

  1. Accedi al repository ufficiale GitHub
  2. Scarica l’ultimo file APK
  3. Abilita Origini sconosciute
  4. Installa e avvia l’app

🐧 Installazione su Linux (Ubuntu)

  1. Scarica il file AppImage
  2. Rendi eseguibile il file:chmod +x Harmony-Music.AppImage
  3. Avvia l’app con doppio clic

🖥️ Windows e macOS

Sono disponibili versioni desktop o istruzioni per la compilazione direttamente dal repository ufficiale.


📥 Scarica Harmony Music

  • ✔️ Progetto open source
  • ✔️ Gratis
  • ✔️ Android, Linux, Windows e macOS

A chi è consigliata Harmony Music

Harmony Music è perfetta se:

✔️ Cerchi un’alternativa gratuita a Spotify
✔️ Non vuoi pubblicità
✔️ Tieni alla privacy
✔️ Usi Linux o Android
✔️ Ami il software open source


FAQ – Ottimizzate SEO

Harmony Music è gratuita?

Sì, Harmony Music è completamente gratuita.

Harmony Music è un’alternativa a Spotify?

Sì, è una valida alternativa open source, soprattutto per chi non vuole pubblicità o abbonamenti.

Harmony Music funziona su Linux?

Sì, è compatibile con Ubuntu e altre distribuzioni Linux.

Serve un account?

No, non è necessario creare alcun account.


Conclusioni

Harmony Music è una delle migliori app musicali open source disponibili oggi.
Offre libertà, semplicità e zero pubblicità, rappresentando una valida alternativa a Spotify per Android, Linux e PC.

👉 Se cerchi un player musicale gratuito, leggero e multipiattaforma, Harmony Music merita assolutamente una prova.


Harmony Music è un player musicale open source gratuito e senza pubblicità. Scopri come funziona e perché è una valida alternativa a Spotify per Android, Linux e PC.

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