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Categoria: Gnu/Linux (Pagina 1 di 3)

Come installare Etcher su Ubuntu 25.10

come installare balena Etcher su ubuntu 25.10

Se stai utilizzando la nuova versione Ubuntu 25.10 e hai bisogno di creare una pendrive USB avviabile, balenaEtcher rimane uno degli strumenti migliori per la sua semplicità e efficacia.

Tuttavia, installando la versione .deb di Etcher su Ubuntu 25.10, potresti imbatterti in un errore di blocco dovuto a una dipendenza specifica spesso non allineata nelle versioni più recenti del sistema operativo: libgdk-pixbuf-2.0-0.

In questa guida vedremo come installare Etcher correttamente utilizzando GDebi e come risolvere l’errore scaricando manualmente la libreria mancante.

Fase 1: Scaricare il pacchetto .deb di Etcher

Per prima cosa, procuriamoci il software ufficiale.

  1. Collegati al sito balena.io/etcher.
  2. Clicca su “Download for Linux” e scegli il formato “DEB Package”.
  3. Salva il file (es. balena-etcher-electron_xxx_amd64.deb) nella tua cartella Download.

Fase 2: Installare GDebi

Per gestire al meglio l’installazione e l’errore delle dipendenze, useremo GDebi al posto del solito installer di Ubuntu, in quanto è molto più esplicito nel segnalare cosa manca.

Apri il terminale e lancia i comandi:

sudo apt update
sudo apt install gdebi

Fase 3: Identificare l’errore della dipendenza

Proviamo ora ad aprire il file di Etcher per vedere l’errore:

  1. Vai nella cartella Download.
  2. Clicca con il tasto destro sul file .deb di Etcher e seleziona “Apri con” > “Installatore pacchetti GDebi”.
  3. Clicca su “Installa pacchetto”.

A questo punto l’installazione fallirà. GDebi ti mostrerà un errore che indica che la dipendenza libgdk-pixbuf-2.0-0 non è soddisfatta.

Fase 4: Scaricare la libreria mancante (Link Diretto)

Non è necessario cercare nel web: abbiamo individuato il file esatto che risolve il problema per Ubuntu 25.10.

Copia e incolla questo link nel tuo browser per scaricare direttamente la libreria corretta:

http://ftp.de.debian.org/debian/pool/main/g/gdk-pixbuf/libgdk-pixbuf-2.0-0_2.42.12+dfsg-4_amd64.deb

Il file che scaricherai si chiamerà: libgdk-pixbuf-2.0-0_2.42.12+dfsg-4_amd64.deb

Fase 5: Installare la libreria con GDebi

Ora che abbiamo la “pezza” per il sistema, installiamola:

  1. Una volta scaricato, vai nella cartella Download.
  2. Clicca con il tasto destro sul file libgdk-pixbuf-2.0-0_2.42.12+dfsg-4_amd64.deb.
  3. Seleziona “Apri con” > “Installatore pacchetti GDebi”.
  4. Clicca su “Installa pacchetto”.

Questa volta l’operazione dovrebbe completarsi senza errori, poiché stiamo fornendo al sistema la libreria grafica che cercava.

Fase 6: Completare l’installazione di Etcher

Siamo arrivati al traguardo.

  1. Torna alla finestra di GDebi che avevi aperto inizialmente per il file di Etcher (se l’hai chiusa, riaprila cliccando col destro sul file .deb di Etcher).
  2. Ora che la dipendenza libgdk-pixbuf-2.0-0 è stata installata, il pulsante “Installa pacchetto” sarà attivo e funzionante.
  3. Clicca su Installa e, al termine, avrai Etcher pronto all’uso nel menu delle applicazioni.

Conclusione

Grazie a questo piccolo “trucco” con GDebi e il download mirato della libreria da Debian, hai aggirato un problema comune sulle distribuzioni più recenti come Ubuntu 25.10. Ora sei pronto a flashare le tue ISO preferite in sicurezza.

A presto con il team di Albilab!

🐧TuxMate: il Ninite per Linux che installa tutte le app in pochi secondi

Interfaccia web di TuxMate per installare app su Linux


TuxMate è uno strumento open source che semplifica l’installazione delle applicazioni su Linux. Funziona su tutte le principali distro ed è perfetto dopo una nuova installazione del sistema.


Chi utilizza Linux lo sa: dopo aver installato il sistema operativo, la parte più noiosa è configurare l’ambiente con tutte le applicazioni necessarie. Browser, tool di sviluppo, software multimediali… ogni distro ha comandi diversi e ricordarli tutti non è sempre immediato.

TuxMate nasce proprio per questo: offrire un’esperienza simile a Ninite su Windows, ma pensata per il mondo Linux.


Cos’è TuxMate

TuxMate è uno strumento open source che consente di installare più applicazioni Linux contemporaneamente, senza dover cercare pacchetti o digitare lunghi comandi nel terminale.

Il funzionamento è estremamente semplice:

  • selezioni la tua distribuzione Linux
  • scegli le applicazioni che vuoi installare
  • ottieni un comando o uno script pronto all’uso

Il tutto avviene tramite una comoda interfaccia web, senza installare nulla sul sistema.


Come funziona TuxMate

TuxMate non sostituisce i classici package manager come apt, dnf o pacman.
Si comporta invece come un generatore intelligente di comandi, adattando automaticamente l’installazione alla distro selezionata.

In pratica:

  • riconosce il package manager corretto
  • utilizza repository ufficiali, Flatpak, Snap o AUR
  • evita reinstallazioni inutili

Una volta generato il comando, basta incollarlo nel terminale e avviare l’installazione.


Interfaccia web semplice e senza installazione

Uno dei grandi vantaggi di TuxMate è la sua interfaccia web minimale:

  • nessuna registrazione
  • nessun account
  • nessuna applicazione da installare

Può essere usato anche solo per creare script di setup da salvare e riutilizzare su più computer.


Supporto a tutte le principali distribuzioni Linux

TuxMate supporta praticamente ogni distro moderna, tra cui:

  • 🐧 Ubuntu e Debian
  • 🐧 Fedora
  • 🐧 Arch Linux (con supporto AUR)
  • 🐧 openSUSE
  • 🐧 NixOS
  • 📦 Flatpak e Snap
  • 🍺 Homebrew (Linux e macOS)

Questo lo rende perfetto per chi utilizza ambienti misti o più macchine.


Oltre 150 applicazioni disponibili

Il catalogo di TuxMate include oltre 150 applicazioni, organizzate per categoria:

  • browser web (Firefox, Chromium, Brave)
  • software di produttività
  • strumenti multimediali
  • tool per sviluppatori
  • utility di sistema

In pochi click puoi ricreare il tuo ambiente di lavoro completo, risparmiando tempo prezioso.


Sicurezza e trasparenza

Essendo open source, TuxMate permette di:

  • visualizzare tutti i comandi generati
  • controllare lo script prima di eseguirlo
  • evitare installazioni poco chiare

Un aspetto fondamentale quando si lavora con il terminale.


Perché TuxMate è così utile

TuxMate è ideale se:

  • reinstalli spesso Linux
  • lavori su più distribuzioni
  • vuoi velocizzare il setup iniziale
  • non vuoi ricordare decine di comandi

Non sostituisce strumenti avanzati come Ansible o dotfiles, ma è perfetto per una configurazione rapida e pulita.


🐧 Conclusioni

TuxMate è un progetto semplice ma estremamente efficace, che dimostra come anche su Linux si possa puntare alla semplicità senza rinunciare al controllo.

Se utilizzi Linux, soprattutto dopo una nuova installazione, è uno strumento che vale assolutamente la pena provare.

👉 Sito ufficiale: https://tuxmate.com
👉 Codice sorgente GitHub: https://github.com/abusoww/tuxmate


🎧 Harmony Music: l’alternativa open source a Spotify per Android, Linux e PC


Nel mondo dello streaming musicale, servizi come Spotify e Apple Music offrono grandi cataloghi ma impongono spesso abbonamenti, pubblicità e registrazioni obbligatorie.
Per chi cerca un’esperienza più libera, esiste una soluzione interessante: Harmony Music.

Harmony Music è un player musicale open source, gratuito e multipiattaforma, pensato per ascoltare musica senza account, senza annunci pubblicitari e con un’interfaccia moderna e intuitiva.

👉 In questo articolo di AlbiLab.it scopriamo cos’è Harmony Music, come funziona, come installarlo e perché può essere una valida alternativa a Spotify.


Cos’è Harmony Music

Harmony Music è un’applicazione musicale open source sviluppata con Flutter, disponibile su:

  • 📱 Android
  • 🐧 Linux (Ubuntu e derivate)
  • 🖥️ Windows
  • 🍎 macOS

L’app utilizza YouTube e YouTube Music come sorgente audio, permettendo di ascoltare brani, album e playlist tramite un player indipendente, leggero e privo di pubblicità.

💡 A differenza dei servizi commerciali, Harmony Music non richiede alcun login e non raccoglie dati personali in modo invasivo.


Interfaccia grafica: semplice e moderna

interfaccia harmony music player open source

Interfaccia principale di Harmony Music: pulita, moderna e intuitiva.


L’interfaccia di Harmony Music è pensata per essere chiara e user-friendly, anche per chi non è esperto.
La navigazione è fluida e tutte le funzioni principali sono a portata di tap o click.

riproduzione musicale harmony music alternativa spotify

Player musicale con controlli completi e design minimale.


Funzionalità principali di Harmony Music

Nonostante sia gratuita e open source, Harmony Music offre funzioni avanzate degne delle app più blasonate.

🎼 Nessuna pubblicità, nessun account

  • Avvio immediato
  • Nessuna registrazione richiesta
  • Zero annunci audio o banner

📻 Funzioni avanzate

  • 🔎 Ricerca rapida di artisti, album e brani
  • 📂 Creazione di playlist personalizzate
  • ❤️ Gestione dei preferiti
  • 📶 Modalità radio basata sui gusti musicali
  • 💾 Cache per l’ascolto offline
  • 🎚️ Equalizzatore audio
  • 🌙 Tema chiaro e scuro

Harmony Music è multipiattaforma

Uno dei maggiori punti di forza di Harmony Music è la compatibilità con più sistemi operativi, inclusi Linux e Ubuntu, spesso trascurati dai grandi servizi di streaming.

È ideale per:

  • utenti Linux
  • sviluppatori
  • appassionati di open source
  • chi vuole un player musicale leggero su PC

Come installare Harmony Music

📱 Installazione su Android

  1. Accedi al repository ufficiale GitHub
  2. Scarica l’ultimo file APK
  3. Abilita Origini sconosciute
  4. Installa e avvia l’app

🐧 Installazione su Linux (Ubuntu)

  1. Scarica il file AppImage
  2. Rendi eseguibile il file:chmod +x Harmony-Music.AppImage
  3. Avvia l’app con doppio clic

🖥️ Windows e macOS

Sono disponibili versioni desktop o istruzioni per la compilazione direttamente dal repository ufficiale.


📥 Scarica Harmony Music

  • ✔️ Progetto open source
  • ✔️ Gratis
  • ✔️ Android, Linux, Windows e macOS

A chi è consigliata Harmony Music

Harmony Music è perfetta se:

✔️ Cerchi un’alternativa gratuita a Spotify
✔️ Non vuoi pubblicità
✔️ Tieni alla privacy
✔️ Usi Linux o Android
✔️ Ami il software open source


FAQ – Ottimizzate SEO

Harmony Music è gratuita?

Sì, Harmony Music è completamente gratuita.

Harmony Music è un’alternativa a Spotify?

Sì, è una valida alternativa open source, soprattutto per chi non vuole pubblicità o abbonamenti.

Harmony Music funziona su Linux?

Sì, è compatibile con Ubuntu e altre distribuzioni Linux.

Serve un account?

No, non è necessario creare alcun account.


Conclusioni

Harmony Music è una delle migliori app musicali open source disponibili oggi.
Offre libertà, semplicità e zero pubblicità, rappresentando una valida alternativa a Spotify per Android, Linux e PC.

👉 Se cerchi un player musicale gratuito, leggero e multipiattaforma, Harmony Music merita assolutamente una prova.


Harmony Music è un player musicale open source gratuito e senza pubblicità. Scopri come funziona e perché è una valida alternativa a Spotify per Android, Linux e PC.

Alternative a Microsoft Office: LibreOffice o OnlyOffice nel 2025

Vuoi lavorare su documenti, fogli di calcolo e presentazioni senza abbonamenti?
Ecco come usare due suite open source potenti e gratuite.

Se pensi che per scrivere documenti, creare presentazioni o gestire fogli di calcolo serva per forza Microsoft Office, preparati a cambiare idea.
Esistono infatti due suite gratuite e potenti — LibreOffice e OnlyOffice — che offrono tutto ciò che serve per lavorare, studiare o collaborare online, senza spendere un euro.

In questa guida ti spiegherò come usarle, quali sono le differenze principali e quale scegliere in base alle tue necessità.


Cosa include LibreOffice

  • Writer – documenti di testo (Word)
  • Calc – fogli di calcolo (Excel)
  • Impress – presentazioni (PowerPoint)
  • Draw – grafica e diagrammi
  • Base – database
  • Math – formule matematiche

Come iniziare

  1. Visita il sito ufficiale libreoffice.org
  2. Scarica la versione per Windows, macOS o Linux
  3. Installa e apri: l’interfaccia è semplice e familiare

I vantaggi

  • 100% gratuito e senza abbonamenti
  • Compatibile con .docx, .xlsx, .pptx
  • Funziona completamente offline
  • Open source con grande community

Quando sceglierlo

Sceglilo se lavori offline, vuoi massima libertà e un software collaudato per uso personale o aziendale.


OnlyOffice: la suite moderna per chi lavora in cloud

Cos’è OnlyOffice

OnlyOffice è pensato per la collaborazione in tempo reale e integra il cloud.
L’interfaccia è molto simile a Microsoft Office, perfetta per un passaggio indolore.

Cosa offre

  • Document – editor testi
  • Spreadsheet – fogli di calcolo
  • Presentation – slide
  • Forms – moduli/PDF editabili
  • OnlyOffice Docs – collaborazione in tempo reale

Come iniziare

  1. Vai su onlyoffice.com
  2. Scegli cloud gratuito o app desktop
  3. Integra con Nextcloud o ownCloud per un ambiente privato

I vantaggi

  • Interfaccia moderna e familiare
  • Collaborazione in tempo reale
  • Compatibilità completa con formati Microsoft
  • Disponibile su desktop, mobile e web

Quando sceglierlo

Ideale se lavori spesso in team e vuoi sfruttare funzionalità cloud in un ambiente flessibile.


Confronto diretto: LibreOffice vs OnlyOffice

FunzionalitàLibreOfficeOnlyOffice
Uso offline
Collaborazione onlineLimitataEccellente
Compatibilità MicrosoftBuonaOttima
Interfaccia modernaClassicaSimile a Office
Cloud integratoNo
Licenza open source
Ideale perLavoro individuale, scuole, PATeam, aziende, smart working

Quale scegliere nel 2025?

  • LibreOffice: suite completa, stabile, 100% libera.
  • OnlyOffice: collaborazione online e UX simile a Microsoft Office.

Le alternative a Microsoft Office non sono più “piani B”, ma soluzioni mature e professionali.
Che tu scelga LibreOffice o OnlyOffice, lavorerai senza limiti e senza licenze a pagamento.


Prova oggi stesso la tua suite preferita:


Conclusione

Da albilab.it, crediamo che la tecnologia debba essere accessibile, etica e libera.
Scegliere strumenti open source come LibreOffice e OnlyOffice significa investire nella libertà digitale, nella trasparenza e nella collaborazione.

Raccontaci nei commenti la tua esperienza con le suite open source!

Seguici su albilab.it per altre guide, news e tutorial su software liberi e innovazione tecnologica.

Condividi l’articolo se credi anche tu in un digitale più aperto, collaborativo e gratuito.

Come resettare la password dimenticata su GNU/Linux dal GRUB

Può capitare a chiunque: accendere il PC, arrivare alla schermata di login di Linux e… non ricordarsi più la password. Niente panico! Grazie al bootloader GRUB, è possibile reimpostare la password dimenticata senza dover reinstallare il sistema operativo.

In questa guida vedremo passo passo come fare…


Cos’è il GRUB?

Il GRUB (GRand Unified Bootloader) è il programma che permette di scegliere e avviare il sistema operativo installato sul computer. Oltre a questo, offre un menu avanzato da cui è possibile avviare Linux in modalità di emergenza e intervenire sul sistema.


Procedura per reimpostare la password dimenticata

1. Accedere al GRUB

  • Riavvia il computer.
  • Durante l’accensione, tieni premuto Shift (nei sistemi BIOS) o Esc (nei sistemi UEFI) per mostrare il menu GRUB.

2. Modificare le opzioni di boot

  • Nel menu, seleziona la voce che avvia Linux (di solito “Ubuntu” o simili).
  • Premi e per modificare le opzioni di avvio.

3. Individuare la riga del kernel

Scorri fino alla riga che inizia con:

linux /boot/vmlinuz-...

Alla fine della riga, aggiungi:

rw init=/bin/bash

4. Avvio in modalità root

  • Premi Ctrl + X o F10 per avviare.
  • Il sistema partirà senza login, direttamente in modalità root.

5. Reimpostare la password

Ora puoi impostare una nuova password digitando:

passwd nomeutente

(sostituisci nomeutente con il tuo utente Linux). Ti verrà chiesto di inserire e confermare la nuova password.

6. Riavviare il sistema

Una volta aggiornata la password, digita:

exec /sbin/init

Il sistema ripartirà normalmente. Alla schermata di login, potrai accedere con la nuova password.


Consigli di sicurezza

  • Non lasciare mai il tuo computer incustodito: chiunque con accesso fisico può usare questa procedura.
  • Se vuoi più sicurezza, imposta una password di protezione sul GRUB.

Come installare YAY su Arch Linux: guida facile e veloce

Se stai usando Arch Linux o una delle sue derivate (come EndeavourOS o Manjaro), probabilmente hai già sentito parlare di YAY (Yet Another Yaourt). È uno dei migliori AUR helper disponibili: ti permette di installare pacchetti sia dal repository ufficiale di Arch che dall’AUR (Arch User Repository) con un solo comando.


Cos’è YAY e perché usarlo?

YAY è un AUR helper scritto in Go che semplifica la gestione dei pacchetti su Arch Linux. Con YAY puoi:

  • Cercare e installare pacchetti da AUR e dai repo ufficiali
  • Aggiornare tutti i pacchetti con un solo comando
  • Evitare di compilare manualmente ogni pacchetto AUR

In pratica, è uno strumento indispensabile per chi vuole sfruttare al massimo la potenza di Arch senza complicarsi la vita.


Prerequisiti

Prima di iniziare, assicurati di avere:

  • Una distribuzione basata su Arch Linux
  • Accesso a un terminale con privilegi sudo
  • Il pacchetto git installato

Se non hai git, installalo con:

sudo pacman -S git

Installazione di YAY passo dopo passo

1. Clona il repository di YAY

Apri il terminale e digita:

git clone https://aur.archlinux.org/yay.git

Questo comando scarica il codice sorgente di YAY nella tua cartella corrente.

2. Entra nella cartella del progetto

cd yay

3. Compila e installa YAY

Ora compiliamo il pacchetto con makepkg:

makepkg -si
  • L’opzione -s installa automaticamente le dipendenze
  • L’opzione -i installa il pacchetto una volta compilato

4. Verifica l’installazione

Per assicurarti che tutto sia andato a buon fine, esegui:

yay --version

Se vedi il numero di versione, congratulazioni! 🎉 Hai installato correttamente YAY.


Esempi di utilizzo

Ecco alcuni comandi utili per iniziare:

ComandoDescrizione
yay -S nomepacchettoInstalla un pacchetto
yay -R nomepacchettoRimuove un pacchetto
yay -SyuAggiorna tutti i pacchetti (repo + AUR)
yay -Ss parolaCerca un pacchetto
yay -Qi nomepacchettoMostra info su un pacchetto

Consigli utili

  • YAY ti chiederà conferma prima di installare pacchetti AUR: leggi sempre le informazioni che ti mostra.
  • Puoi personalizzare il comportamento di YAY modificando il file di configurazione ~/.config/yay/config.json.

Conclusione

YAY è uno strumento potente che semplifica enormemente la gestione dei pacchetti su Arch Linux. Con questa guida, ora sei pronto a installarlo e usarlo al meglio. Se ti è stata utile, condividila con altri Arch-lover e continua a seguirci su albilab.it per altre guide tech!

Scopri Nala: la GUI che rende APT più semplice e bella su Linux

Se usi Linux regolarmente, sai bene quanto il terminale possa essere uno strumento potente… ma anche un po’ intimidatorio, soprattutto quando si tratta di aggiornare pacchetti, installare software o cercare applicazioni disponibili nei repository. E se ti dicessimo che esiste un’interfaccia più pulita, elegante e informativa per il classico apt?

Benvenuto in Nala.

Cos’è Nala?

Nala è un frontend alternativo per apt, scritto in Python, che trasforma l’esperienza di gestione dei pacchetti Debian e Ubuntu in qualcosa di molto più leggibile e moderno. Ma attenzione: non si tratta di una GUI grafica nel senso stretto. Nala è una GUI nel terminale, ovvero una interfaccia testuale migliorata: colorata, tabellare, interattiva… e tremendamente utile.

In altre parole: fa quello che apt fa, ma meglio.

Perché usare Nala?

Ecco alcuni motivi per cui molti utenti Linux hanno adottato Nala come strumento preferito per installare e aggiornare pacchetti:

  • Output chiaro e a colori: i risultati dei comandi sono mostrati in tabelle ben organizzate, rendendo tutto più leggibile.
  • Più veloce nelle ricerche: il comando nala search restituisce risultati ordinati e filtrabili.
  • Storico dei comandi: puoi vedere quali pacchetti hai installato in passato, con nala history.
  • Mirror list automatica: Nala è in grado di trovare e usare i mirror più veloci per scaricare i pacchetti.
  • Esperienza utente migliorata: perfetta per chi è alle prime armi ma anche per chi lavora spesso da terminale.

Come installare Nala

Installare Nala è facilissimo. Su Ubuntu o Debian basta:

sudo apt update
sudo apt install nala

Una volta installato, puoi usare comandi come:

nala update
nala upgrade
nala install nomepacchetto
nala search qualcosa
nala history

Provalo e noterai subito la differenza rispetto ad apt.

A chi è utile?

  • Ai principianti, che vogliono capire meglio cosa succede nel terminale senza perdersi in muri di testo.
  • Agli utenti esperti, che cercano un’interfaccia più snella ed efficiente per il proprio flusso di lavoro.
  • Ai sistemisti, che possono consultare rapidamente lo storico delle installazioni e diagnosticare problemi con maggiore chiarezza.

Conclusione

Nala è un piccolo ma potente miglioramento dell’esperienza Linux su Debian/Ubuntu. È uno di quegli strumenti che non cambiano il sistema, ma migliorano il tuo modo di lavorarci ogni giorno. Leggero, elegante, efficace.

Se non lo conoscevi, è il momento giusto per provarlo.

Hai già provato Nala? Raccontaci la tua esperienza nei commenti…


Elementary OS 8: Aggiungi “Apri come Amministratore” con facilità

Ti sei mai trovato bloccato su Elementary OS perché non puoi modificare file di sistema o accedere a cartelle fuori dalla tua home? Nessun problema: con pochi semplici comandi, puoi aggiungere l’opzione “Apri come Amministratore” direttamente nel menu clic destro.

Perché questa funzione è utile?

Elementary OS 8 (basato su Ubuntu 24.04 LTS) è elegante e sicuro, ma per motivi di protezione non consente di modificare file di sistema senza permessi amministrativi. Con questa guida, potrai facilmente abilitare il supporto a queste operazioni direttamente dal file manager Pantheon.


Procedura passo-passo

1. Apri il Terminale

Apri il menu delle applicazioni in alto a sinistra e cerca “Terminale”.

2. Aggiungi l’opzione per modificare file come amministratore

Nel terminale, digita:

sudo nano /usr/share/contractor/io.elementary.code.open-as-root.contract

Poi incolla questo testo:

[Contractor Entry]
Name=Edit as Administrator
Icon=io.elementary.code
Description=Edit file via root user privilege
MimeType=text/plain;
Exec=pkexec io.elementary.code %U
Gettext-Domain=code

Salva con Ctrl+X, poi premi Y e Invio.


3. Aggiungi l’opzione per aprire cartelle come amministratore

Digita:

sudo nano /usr/share/contractor/io.elementary.files.open-as-root.contract

E incolla:

[Contractor Entry]
Name=Open as Administrator
Icon=system-file-manager
Description=Open a folder via root user privilege
MimeType=inode/directory;
Exec=pkexec io.elementary.files %U
Gettext-Domain=file manager

Anche qui, salva con Ctrl+X, Y e Invio.


Risultato: menu sbloccato!

Ora, ogni volta che clicchi con il tasto destro su un file o cartella, vedrai le opzioni:

  • “Edit as Administrator” per modificare file
  • “Open as Administrator” per esplorare cartelle

Il tutto senza nemmeno dover riavviare.


Extra

Puoi creare tante altre azioni personalizzate! Ti basta aggiungere file .contract nella cartella:

/usr/share/contractor

Consulta i file .desktop in /usr/share/applications per trovare le icone e i comandi giusti.


Conclusione

Con pochi minuti e un paio di comandi terminale, hai trasformato il tuo sistema in uno strumento molto più flessibile e potente. Un piccolo tweak, ma che fa una grande differenza per chi lavora con file di sistema!

Hai trovato utile la guida? Condividila con altri utenti di Elementary OS!


Come fare screenshot e registrazioni dello Schermo (su Windows, Mac e Linux)

Vuoi catturare un’immagine dello schermo o registrare un video per un tutorial, una lezione o una richiesta di supporto tecnico? In questa guida scoprirai tutti i metodi più semplici e veloci per fare screenshot e screen recording su qualsiasi sistema operativo.


Dove Vengono Salvati Screenshot e Registrazioni?

La posizione dei file dipende dal sistema operativo e dallo strumento utilizzato:

  • Windows: di default, gli screenshot (con Stamp o Win + Shift + S) vengono salvati negli Appunti o nella cartella Immagini → Screenshot.
  • macOS: gli screenshot (con Cmd + Shift + 4) vengono salvati sulla Scrivania.
  • Linux (es. Ubuntu): spesso salvati nella cartella Immagini o direttamente nella Home, a seconda dell’ambiente desktop.

Puoi sempre modificare la posizione predefinita nelle impostazioni dello strumento utilizzato.


Come Modificare gli Screenshot?

Dopo aver catturato un’immagine, puoi modificarla facilmente con:

  • Windows: Paint, Strumento di Cattura, Photos
  • macOS: Anteprima, Foto, o strumenti rapidi del Finder
  • Linux: GIMP, Shutter, Flameshot

Alcuni strumenti consentono anche di disegnare, evidenziare, aggiungere testo o sfocare dati sensibili prima di salvare o condividere.


E per Registrare lo Schermo?

Per i video dello schermo, ecco gli strumenti più popolari:

  • Windows: Xbox Game Bar (Win + G), OBS Studio
  • macOS: QuickTime Player, ScreenFlow
  • Linux: Kazam, SimpleScreenRecorder, OBS Studio

Registrare lo schermo è utile per:

  • tutorial didattici
  • presentazioni aziendali
  • assistenza remota
  • demo di software

Conclusione: Screenshot e Screen Recording a Prova di Principiante

Ora hai tutti gli strumenti per catturare e modificare screenshot o registrare video dello schermo, qualunque sia il tuo sistema operativo. Che tu stia lavorando in smart working, creando contenuti per YouTube o segnalando un errore al reparto IT, fare uno screenshot non è mai stato così semplice.


E tu quale metodo usi?

Hai un tool preferito per fare screenshot o screen recording?
Conosci scorciatoie da tastiera alternative o applicazioni interessanti?

🗨️ Partecipa alla conversazione nei commenti!



RustDesk: La Migliore Alternativa Open Source a TeamViewer e AnyDesk

Nel panorama dell’assistenza IT e dello smart working, disporre di uno strumento di controllo remoto affidabile è fondamentale. Tuttavia, le limitazioni dei software proprietari e i costi crescenti degli abbonamenti spingono sempre più professionisti verso soluzioni aperte.

RustDesk si propone come la risposta moderna, sicura e totalmente libera: un software di desktop remoto open source progettato per offrire prestazioni elevate senza compromessi sulla privacy. In questo articolo di Albilab.it scopriremo cos’è RustDesk, come funziona e perché dovresti considerarlo per la tua infrastruttura IT.


Cos’è RustDesk e perché sceglierlo

RustDesk è un software di controllo remoto multipiattaforma che permette di gestire computer a distanza (mouse, tastiera e schermo) tramite Internet o rete locale.

La sua particolarità risiede nel linguaggio di programmazione utilizzato: Rust. Questo linguaggio moderno è celebre per la sua gestione sicura della memoria e le prestazioni fulminee, rendendo RustDesk estremamente stabile e leggero rispetto ai concorrenti più blasonati.

Piena compatibilità con ogni dispositivo

Uno dei grandi punti di forza è la sua natura cross-platform. RustDesk è disponibile per:

  • 🖥️ Desktop: Windows, macOS e Linux (AppImage, Flatpak, .deb).
  • 📱 Mobile: Android e iOS.
  • 🌐 Web: Supporto per la gestione via browser.

I vantaggi del Desktop Remoto Open Source

A differenza di TeamViewer o AnyDesk, RustDesk non impone abbonamenti forzati né limitazioni artificiali sulla durata delle sessioni. Sceglierlo significa mettere al centro il controllo dei propri dati.

1. Privacy e Server Self-Hosted

L’aspetto più rivoluzionario di RustDesk è la possibilità di configurare un server proprio. Questo permette di:

  • Evitare server di terze parti: I dati della sessione transitano solo sulla tua infrastruttura.
  • Conformità GDPR: Ideale per aziende che devono rispettare rigide policy di riservatezza.
  • Utilizzo in reti chiuse: Perfetto per operare in LAN o ambienti isolati dall’esterno.

2. Sicurezza End-to-End

Tutte le connessioni sono protette da crittografia end-to-end. Inoltre, essendo il codice open source, è verificabile dalla community, garantendo l’assenza di “backdoor” o vulnerabilità nascoste.


Tabella Comparativa: RustDesk vs Software Proprietari

Per capire meglio perché passare a una soluzione aperta, ecco un confronto diretto tra RustDesk e i leader di mercato (TeamViewer e AnyDesk) nelle loro versioni standard/gratuite:

CaratteristicaRustDesk (Open Source)TeamViewer / AnyDesk
Costo LicenzaGratuito / Open SourceAbbonamento Mensile/Annuale
Limiti di Tempo🚫 Nessuno⚠️ Sessioni interrotte
Server Self-HostedSì (Controllo totale)❌ No (Solo server proprietari)
Privacy DatiMassima (End-to-End)Soggetta a terze parti
RegistrazioneNon obbligatoriaSpesso richiesta
Personalizzazione✅ Possibile❌ Impossibile

Funzionalità Principali

Non lasciarti ingannare dalla gratuità: RustDesk offre strumenti di livello Enterprise:

  • Trasferimento File: Gestione rapida dei file con funzione Drag & Drop.
  • Supporto Multi-Monitor: Passaggio fluido tra i diversi schermi del PC remoto.
  • Chat Integrata: Per comunicare con l’utente assistito in tempo reale.
  • Wake-on-LAN: Per accendere i computer da remoto quando necessario.
  • Gestione Permessi: Controllo granulare su cosa può fare l’operatore remoto.

Come iniziare con RustDesk

L’installazione è immediata e non richiede configurazioni complesse.

  1. Download: Scarica il client dal sito ufficiale o dai repository GitHub.
  2. Esecuzione: Su Windows e macOS, il software può essere eseguito anche senza installazione (modalità “portable”).
  3. Connessione: Inserisci l’ID del computer remoto, clicca su “Connetti” e inserisci la password fornita.

Consiglio tecnico per utenti Linux: RustDesk brilla particolarmente su distribuzioni come Ubuntu o Fedora, dove spesso i software proprietari presentano bug grafici con i nuovi server video (Wayland).


FAQ – Domande Frequenti

RustDesk è davvero gratuito?

Sì, la versione standard è completamente gratuita per uso personale e professionale.

È sicuro come TeamViewer?

Sotto molti aspetti è più sicuro, poiché permette il controllo totale dei server di relay (Self-Hosting), eliminando il rischio di attacchi ai server centrali dei grandi fornitori.

Serve un account per usarlo?

No, puoi iniziare a fornire o ricevere assistenza immediatamente senza alcuna registrazione.


Conclusioni

RustDesk rappresenta la maturità del software open source nel settore del supporto remoto. Offre libertà, velocità e, soprattutto, la sovranità sui propri dati. Se cerchi un’alternativa a TeamViewer che non ti blocchi dopo pochi minuti di utilizzo, RustDesk è la scelta definitiva.


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