spegni & riaccendi

Mese: Marzo 2026

Scaricare presentazioni da SlideShare (metodo semplice con SaveSlide)

Se ti è mai capitato di trovare una presentazione utile su SlideShare, sai già il problema:
non sempre puoi scaricarla direttamente.

In questa guida vediamo un metodo semplice e veloce per farlo usando SaveSlide, senza installare nulla.


🔧 Cosa ti serve

  • un browser (Chrome, Edge, Safari, ecc.)
  • il link della presentazione SlideShare
  • 1 minuto di tempo

🚀 Metodo pratico: usare SaveSlide

1. Copia il link della presentazione

Vai su SlideShare, apri la presentazione e copia l’URL dalla barra in alto.


2. Apri SaveSlide

Vai qui:
👉 https://saveslide.com/#tool-section


3. Incolla il link

Nel campo principale:

  • incolla il link della presentazione
  • scegli la qualità (HD o SD)

👉 Se non hai esigenze particolari, usa HD


4. Guarda l’anteprima

SaveSlide ti mostra tutte le slide.

Questo è utile perché puoi:

  • controllare se funziona correttamente
  • evitare di scaricare roba inutile
  • selezionare solo alcune slide

5. Scarica il file

A questo punto puoi scegliere:

  • PDF → migliore per studiare
  • ZIP → immagini delle slide

Clicca su Download e hai finito.


👍 Perché usare SaveSlide

Rispetto ad altri metodi:

  • non devi registrarti
  • non devi installare programmi
  • funziona anche da smartphone
  • puoi vedere le slide prima di scaricarle

In pratica: fa quello che serve, senza complicazioni.


⚠️ Nota importante

Non tutte le presentazioni sono scaricabili.

Funziona solo se:

  • la presentazione è pubblica
  • non ha restrizioni particolari

E ovviamente:
👉 rispetta sempre i diritti dell’autore


💡 Quando usarlo davvero

Questo strumento è utile se:

  • studi e vuoi salvare slide
  • lavori con presentazioni
  • fai formazione o ricerca
  • vuoi archiviare contenuti offline

🧠 Alternativa (se non funziona)

Se SaveSlide non funziona:

  • prova a vedere se SlideShare ha il download diretto
  • fai screenshot delle slide
  • cerca versioni PDF della stessa presentazione

✅ Conclusione

Se vuoi scaricare presentazioni da SlideShare senza perdere tempo,
SaveSlide è il metodo più veloce.

Copi il link → incolli → scarichi. Fine.


Se ti interessano altre guide pratiche come questa, continua a seguire Albilab.

DNS Alternativi e Sovranità Digitale: Guida alle migliori soluzioni Europee (2026)

In un panorama tecnologico dove i dati rappresentano il nuovo asset geopolitico, il controllo dell’infrastruttura di rete non è più solo una questione per sistemisti, ma una necessità strategica. Cambiare i DNS è il primo passo per chiunque voglia riprendere il controllo della propria navigazione. Su Albilab.it parliamo spesso di ottimizzazione, e oggi lo facciamo guardando alla Sovranità Digitale Europea.

Cos’è il DNS e perché dovresti ignorare quello del tuo ISP

Il DNS (Domain Name System) è, di fatto, la rubrica di Internet. Quando digiti un URL, il server DNS lo traduce nell’indirizzo IP del server di destinazione. I DNS forniti di default dai provider italiani (ISP) presentano spesso tre criticità:

  1. Latenza: Infrastrutture non sempre ottimizzate che rallentano l’apertura dei siti.
  2. Censura: Blocchi amministrativi o legali applicati a livello di risoluzione.
  3. Profiling: I tuoi log di navigazione sono una miniera d’oro per chi vuole profilare le tue abitudini.

Il dilemma della Sovranità Digitale: Google vs Europa

Fino a poco tempo fa, la scelta standard ricadeva sui giganti americani: Google DNS (8.8.8.8) o Cloudflare (1.1.1.1). Sebbene siano servizi eccellenti, consegnano i metadati della nostra vita digitale ad aziende extra-UE, soggette a legislazioni (come il Cloud Act statunitense) non sempre in linea con il nostro GDPR.

Cos’è la Sovranità Digitale? È la capacità dell’Europa di gestire autonomamente le proprie infrastrutture digitali e proteggere i dati dei cittadini, riducendo la dipendenza tecnologica dalle Big Tech d’oltreoceano.


Le Migliori Alternative Europee del 2026

Ecco i resolver che consigliamo oggi per unire prestazioni e conformità normativa.

1. DNS4EU: Il Resolver dell’Unione Europea

Lanciato per rafforzare l’autonomia digitale continentale, DNS4EU è la scelta istituzionale definitiva.

  • IP Primario: 86.54.11.1
  • Perché sceglierlo: Server distribuiti esclusivamente su suolo UE e protezione nativa contro il phishing approvata dai centri di cybersicurezza europei.

2. dns0.eu: Privacy e Performance

Un’iniziativa francese no-profit che non scende a compromessi. È perfetto per chi cerca una velocità paragonabile a quella di Google ma con una politica “zero-log” certificata.

  • Specialità: Supporto avanzato ai protocolli crittografati DoH (DNS-over-HTTPS) e DoT.

3. Quad9 (Sede in Svizzera)

Nonostante l’infrastruttura globale, Quad9 ha spostato la propria sede legale a Zurigo per beneficiare delle leggi svizzere sulla privacy.

  • IP Primario: 9.9.9.9
  • Vantaggi: Una delle migliori intelligence mondiali per il blocco preventivo dei domini malevoli.

Hands-on: Configurazione su Linux

Per la nostra community di utenti Linux, la configurazione tramite interfaccia grafica è spesso superflua. Vediamo come forzare i DNS europei via terminale utilizzando systemd-resolved, lo standard sulle distribuzioni moderne (Ubuntu, Debian, Fedora, Arch).

  1. Modifica il file di configurazione:Bashsudo nano /etc/systemd/resolved.conf
  2. Imposta i server DNS europei:Individua la riga [Resolve] e modificala come segue:PlaintextDNS=86.54.11.1 9.9.9.9 FallbackDNS=1.1.1.1
  3. Riavvia il servizio:Bashsudo systemctl restart systemd-resolved

Tip: Per verificare che i nuovi DNS siano attivi, usa il comando resolvectl status.


Confronto Tecnico: Quale scegliere?

ServizioSede LegalePrivacySicurezzaIdeale per
GoogleUSAMediaStandardChi vuole semplicità
DNS4EUUEMassimaAlta (Cybersecurity UE)Sovranità Digitale
dns0.euUEMassimaAltaPrivacy-focused
Quad9SvizzeraAltaEccellente (Anti-malware)Sicurezza Totale

Conclusioni

Nel 2026, la scelta del DNS non è più solo una questione di millisecondi. È una dichiarazione di intenti. Passare a DNS4EU o dns0.eu significa premiare l’ecosistema tecnologico del nostro continente e mettere i propri dati al sicuro sotto la giurisdizione europea.

E tu, hai già abbandonato i DNS americani? Se hai difficoltà con la configurazione sul tuo router o sulla tua distro Linux, scrivici nei commenti.

Firefox al Massimo della Privacy: Cos’è e Come Funziona ffprofile.com

Navigare sul web oggi è un po’ come camminare nel fango: ogni passo lascia un’impronta. Se usi Firefox, sai già di avere tra le mani uno dei browser più attenti alla privacy, ma sapevi che le impostazioni “di fabbrica” sono solo la punta dell’iceberg?

Esiste un tool gratuito, rapido e incredibilmente potente per trasformare il tuo browser in un fortino inespugnabile: si chiama ffprofile.com.

In questo articolo scopriamo insieme perché dovresti usarlo e come configurarlo in meno di 5 minuti.


Il problema: Le impostazioni nascoste di Firefox

Firefox è estremamente personalizzabile, ma molte delle sue funzioni più avanzate per la sicurezza sono nascoste nel menù about:config, una lista infinita di codici e parametri tecnici dove è facile fare danni se non si è esperti.

Spesso, per garantire che tutti i siti funzionino correttamente, Mozilla lascia attive alcune funzioni di telemetria (invio dati sull’uso) o servizi di localizzazione che non tutti desiderano.

La soluzione: ffprofile.com

ffprofile.com è un generatore di configurazioni. Non è un software da installare, ma un sito web che ti permette di selezionare, tramite una serie di interruttori (toggle), cosa vuoi attivare o disattivare nel tuo browser.

Una volta scelte le tue preferenze, il sito crea un piccolo file chiamato user.js. Ti basta inserire quel file nella cartella del tuo profilo Firefox e il gioco è fatto: il browser si autoconfigurerà secondo i tuoi desideri.


Quali benefici ottieni?

Utilizzando un profilo generato con ffprofile, puoi ottenere diversi vantaggi immediati:

  • Blocco della Telemetria: Impedisci a Firefox di inviare dati sull’utilizzo ai server di Mozilla.
  • Protezione dal Fingerprinting: Rendi più difficile per i siti web identificarti in base alle caratteristiche del tuo computer (risoluzione schermo, font installati, ecc.).
  • Disattivazione di Pocket e Servizi Extra: Rendi l’interfaccia più pulita eliminando servizi predefiniti che magari non usi.
  • Sicurezza Avanzata: Forza l’uso di connessioni sicure e disabilita funzioni web potenzialmente vulnerabili (come WebGL o WebRTC, che possono rivelare il tuo vero indirizzo IP anche sotto VPN).

Guida Rapida: Come creare il tuo profilo perfetto

Ecco i passaggi per blindare il tuo browser:

  1. Visita il sito: Vai su ffprofile.com.
  2. Scegli il livello di restrizione: Puoi usare i preset (come “Enforce Privacy”) o spuntare manualmente le opzioni. Se sei un utente medio, le opzioni di default del sito sono già un ottimo compromesso.
  3. Scarica il pacchetto: Clicca su “Download zip” o scarica direttamente il file user.js.
  4. Inserisci il file in Firefox:
    • Apri Firefox e scrivi about:support nella barra degli indirizzi.
    • Cerca la voce Cartella del profilo e clicca su “Apri cartella”.
    • Copia il file user.js appena scaricato all’interno di questa cartella.
  5. Riavvia: Chiudi e riapri Firefox. Le modifiche sono ora attive!

Nota di Albilab: Se dopo aver inserito il file noti che alcuni siti non funzionano correttamente (ad esempio le videochiamate se hai disattivato WebRTC), ti basterà rimuovere il file user.js dalla cartella e riavviare il browser per tornare alle impostazioni originali.


In conclusione

ffprofile.com è lo strumento definitivo per chi vuole il controllo totale sulla propria navigazione senza dover studiare manuali di informatica. È un modo semplice, pulito e trasparente per dire “no” al tracciamento selvaggio.

Ti è stata utile questa guida? Se hai dubbi sulla configurazione o vuoi approfondire altri strumenti per la tua sicurezza digitale, scrivici nei commenti.

Google Discover: cos’è, come funziona e come gestire la cronologia per un feed pulito

Google Discover è uno strumento potente, ma spesso sottovalutato. Se usato bene può diventare una fonte di notizie personalizzata e davvero utile. Se usato male… può trasformarsi in un feed pieno di contenuti irrilevanti.

In questa guida vediamo:

  • Cos’è Google Discover
  • Come funziona l’algoritmo
  • Come personalizzare il feed
  • Come gestire e pulire la cronologia
  • Come mantenere l’account Google “ordinato” nel tempo

Cos’è Google Discover

Google Discover è il feed personalizzato che trovi:

  • Nell’app Google su Android e iOS
  • Nella schermata a sinistra della home su molti smartphone Android
  • Su google.com (da mobile, se sei loggato)

A differenza della classica ricerca Google, Discover non richiede una query: ti propone contenuti in base ai tuoi interessi.


Come funziona Google Discover

Google Discover utilizza:

  • Cronologia delle ricerche
  • Siti visitati
  • Video YouTube guardati
  • App utilizzate (su Android)
  • Posizione (se attiva)
  • Interazioni precedenti con il feed

In pratica, è un sistema di raccomandazione basato su machine learning che costruisce un profilo dei tuoi interessi.

👉 Se clicchi spesso su articoli di tecnologia open source, Discover ti proporrà sempre più contenuti simili.
👉 Se inizi a leggere gossip o calcio… il feed cambierà direzione.


Come personalizzare Google Discover

Pulire il feed è possibile. Basta sapere dove intervenire.

1️⃣ Usare le opzioni direttamente nel feed

Sotto ogni notizia trovi il menu con i tre puntini.

Puoi scegliere:

  • Non mi interessa questo argomento
  • Non mostrare contenuti da questo sito
  • Mostra di più su questo argomento

Questa è la prima forma di “addestramento” dell’algoritmo.

📌 Consiglio tecnico: fatelo spesso. È il metodo più rapido per ripulire il feed.


2️⃣ Gestire gli interessi manualmente

Vai su:

Google App → Profilo → Impostazioni → Interessi → I tuoi interessi

Qui puoi:

  • Seguire nuovi argomenti
  • Smettere di seguire temi non più rilevanti
  • Rimuovere interessi errati

Questo è utile se Discover ha “capito male” i tuoi gusti.


Come gestire e pulire la cronologia Google

Qui entriamo nella parte più importante.

Il feed di Discover è strettamente collegato alla tua Attività Google.

Accedere alla cronologia

Vai su:

👉 https://myactivity.google.com

Qui trovi:

  • Cronologia ricerche
  • Attività web e app
  • Cronologia YouTube
  • Cronologia posizione (se attiva)

Eliminare singole attività

Puoi:

  • Cancellare singole ricerche
  • Eliminare attività di un giorno specifico
  • Eliminare attività per intervallo di tempo
  • Eliminare tutto

Come fare:

  1. Vai su “Elimina”
  2. Scegli:
    • Ultima ora
    • Ultimo giorno
    • Sempre
    • Intervallo personalizzato

Attivare l’eliminazione automatica

Funzione consigliatissima 👍

Dentro “Attività web e app” puoi attivare:

  • Eliminazione automatica ogni 3 mesi
  • Ogni 18 mesi
  • Ogni 36 mesi

Per mantenere il feed più coerente e meno “inquinato” consiglio i 3 mesi.


Disattivare la personalizzazione (opzione radicale)

Se vuoi un feed meno invasivo:

Vai su:
Impostazioni Google → Dati e privacy → Attività web e app

Puoi:

  • Mettere in pausa la raccolta dati
  • Disattivare la cronologia YouTube
  • Disattivare la cronologia posizione

⚠️ Attenzione: Discover diventerà meno preciso.


Best Practice per un feed pulito

Ecco alcune buone pratiche da tecnico IT:

✅ Non cliccare contenuti “per curiosità”

Anche un solo clic influenza l’algoritmo.

✅ Usa regolarmente “Non mi interessa”

È il metodo più efficace.

✅ Attiva eliminazione automatica ogni 3 mesi

Mantieni il profilo aggiornato ai tuoi interessi attuali.

✅ Separa account lavoro e personale

Se usi Discover anche per ricerca tecnica (es. Linux, Docker, cybersecurity), crea un account Google dedicato.


Privacy e Open Source: una riflessione

Google Discover è potente ma si basa sulla profilazione.

Se sei attento alla privacy puoi valutare alternative:

  • Feed RSS con Feedly
  • FreshRSS (self-hosted, open source)
  • Inoreader
  • Aggregatori federati

Un feed RSS self-hosted è la soluzione più pulita in termini di controllo dei dati.


Conclusione

Google Discover può essere:

  • Uno strumento utile
  • Una fonte di distrazione
  • Un algoritmo da addestrare

Sta a noi gestirlo.

Pulire la cronologia e usare correttamente le impostazioni significa avere:

✔️ Feed più pertinenti
✔️ Meno contenuti inutili
✔️ Maggiore controllo sui propri dati

Come installare balenaEtcher su Ubuntu 25.10

come installare balena Etcher su ubuntu 25.10

Se utilizzi Ubuntu 25.10 e hai bisogno di creare una chiavetta USB avviabile, balenaEtcher è uno degli strumenti più semplici da utilizzare.

La sua interfaccia essenziale permette di scrivere immagini ISO, IMG e altri formati su chiavette USB e schede SD in pochi passaggi, senza dover utilizzare complicati comandi da terminale.

Su Ubuntu 25.10, però, alcune versioni di Etcher distribuite tramite pacchetto .deb possono mostrare un errore relativo alle dipendenze durante l’installazione.

In questa guida vediamo come installare balenaEtcher e cosa fare se compare l’errore relativo a libgdk-pixbuf.

Perché Etcher può dare errore su Ubuntu 25.10?

Il problema non dipende direttamente da Ubuntu.

Alcune versioni del pacchetto .deb di balenaEtcher richiedono una dipendenza chiamata:

libgdk-pixbuf2.0-0

Nelle versioni più recenti di Ubuntu la libreria utilizzata dal sistema è invece:

libgdk-pixbuf-2.0-0

La differenza sembra minima — c’è praticamente solo un trattino in più — ma è sufficiente perché il gestore dei pacchetti possa considerare la dipendenza non soddisfatta.

Se durante l’installazione visualizzi un messaggio simile a:

balena-etcher : Depends: libgdk-pixbuf2.0-0 but it is not installable

sei quindi di fronte a un problema di compatibilità del pacchetto di Etcher.

Fase 1: scaricare balenaEtcher

Per prima cosa visita il sito ufficiale di balenaEtcher:

Scarica la versione più recente disponibile per Linux.

Se viene proposto il pacchetto per distribuzioni Debian/Ubuntu, scarica il file .deb compatibile con l’architettura del tuo computer.

Nella maggior parte dei PC con processore Intel o AMD sarà la versione amd64.

Il file avrà un nome simile a:

balena-etcher_x.x.x_amd64.deb

e normalmente verrà salvato nella cartella Download.

Fase 2: provare l’installazione con APT

Prima di ricorrere ad altri strumenti, consiglio di utilizzare direttamente APT, che può gestire automaticamente gran parte delle dipendenze.

Apri il Terminale e spostati nella cartella Download:

cd ~/Download

Ora installa Etcher indicando il nome del pacchetto scaricato:

sudo apt install ./balena-etcher_*_amd64.deb

Inserisci la password quando richiesta e conferma l’installazione.

Se tutto procede correttamente, Etcher sarà immediatamente disponibile nel menu delle applicazioni di Ubuntu.

Fase 3: cosa fare se compare l’errore libgdk-pixbuf

Se stai utilizzando una versione di Etcher che presenta il problema della dipendenza, APT potrebbe segnalare che:

libgdk-pixbuf2.0-0

non è installabile.

Ubuntu 25.10 utilizza invece il pacchetto:

libgdk-pixbuf-2.0-0

Puoi verificare che sia presente nel sistema con:

sudo apt update
sudo apt install libgdk-pixbuf-2.0-0

Nella maggior parte delle installazioni di Ubuntu questa libreria potrebbe essere già presente.

Se il terminale restituisce un messaggio indicando che il pacchetto è già alla versione più recente, significa che non devi installare manualmente altre librerie.

Fase 4: aggiorna Etcher se l’errore continua

Se libgdk-pixbuf-2.0-0 è già installato ma Etcher continua a richiedere:

libgdk-pixbuf2.0-0

il problema è probabilmente nel pacchetto .deb di Etcher che hai scaricato.

In questo caso evita di installare librerie Debian scaricate manualmente da repository esterni, perché potrebbero introdurre incompatibilità con i pacchetti ufficiali di Ubuntu.

La soluzione migliore è controllare sul sito o sul repository ufficiale di balenaEtcher se è disponibile una versione più recente del programma.

Le versioni aggiornate del progetto prevedono infatti entrambe le denominazioni della libreria, migliorando la compatibilità con le distribuzioni Linux più recenti.

Avviare balenaEtcher

Terminata correttamente l’installazione, cerca:

balenaEtcher

nel menu delle applicazioni di Ubuntu.

L’utilizzo è molto semplice:

  1. clicca su Flash from file;
  2. seleziona l’immagine ISO o IMG;
  3. scegli la chiavetta USB o la scheda SD;
  4. clicca su Flash;
  5. attendi il completamento dell’operazione.

Etcher effettuerà anche una verifica dei dati scritti sul dispositivo.

Attenzione: tutti i dati presenti sulla chiavetta USB o sulla scheda SD selezionata verranno cancellati. Controlla sempre di aver scelto il dispositivo corretto prima di iniziare.

Conclusione

Installare balenaEtcher su Ubuntu 25.10 è generalmente molto semplice, ma alcune versioni del pacchetto .deb possono presentare un problema con la dipendenza libgdk-pixbuf.

Il consiglio è di utilizzare sempre l’ultima versione disponibile di Etcher e di affidarsi, quando possibile, ai pacchetti presenti nei repository ufficiali di Ubuntu.

Evita invece di scaricare e installare manualmente librerie .deb provenienti da altre distribuzioni Linux: anche quando sembrano risolvere il problema, possono creare incompatibilità o rendere più difficile la gestione degli aggiornamenti.

Una volta installato Etcher, potrai creare rapidamente chiavette USB avviabili per Ubuntu, Linux Mint, Debian, Windows e molte altre distribuzioni e sistemi operativi.


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