In un panorama tecnologico dove i dati rappresentano il nuovo asset geopolitico, il controllo dell’infrastruttura di rete non è più solo una questione per sistemisti, ma una necessità strategica. Cambiare i DNS è il primo passo per chiunque voglia riprendere il controllo della propria navigazione. Su Albilab.it parliamo spesso di ottimizzazione, e oggi lo facciamo guardando alla Sovranità Digitale Europea.
Cos’è il DNS e perché dovresti ignorare quello del tuo ISP
Il DNS (Domain Name System) è, di fatto, la rubrica di Internet. Quando digiti un URL, il server DNS lo traduce nell’indirizzo IP del server di destinazione. I DNS forniti di default dai provider italiani (ISP) presentano spesso tre criticità:
Latenza: Infrastrutture non sempre ottimizzate che rallentano l’apertura dei siti.
Censura: Blocchi amministrativi o legali applicati a livello di risoluzione.
Profiling: I tuoi log di navigazione sono una miniera d’oro per chi vuole profilare le tue abitudini.
Il dilemma della Sovranità Digitale: Google vs Europa
Fino a poco tempo fa, la scelta standard ricadeva sui giganti americani: Google DNS (8.8.8.8) o Cloudflare (1.1.1.1). Sebbene siano servizi eccellenti, consegnano i metadati della nostra vita digitale ad aziende extra-UE, soggette a legislazioni (come il Cloud Act statunitense) non sempre in linea con il nostro GDPR.
Cos’è la Sovranità Digitale? È la capacità dell’Europa di gestire autonomamente le proprie infrastrutture digitali e proteggere i dati dei cittadini, riducendo la dipendenza tecnologica dalle Big Tech d’oltreoceano.
Le Migliori Alternative Europee del 2026
Ecco i resolver che consigliamo oggi per unire prestazioni e conformità normativa.
1. DNS4EU: Il Resolver dell’Unione Europea
Lanciato per rafforzare l’autonomia digitale continentale, DNS4EU è la scelta istituzionale definitiva.
IP Primario:86.54.11.1
Perché sceglierlo: Server distribuiti esclusivamente su suolo UE e protezione nativa contro il phishing approvata dai centri di cybersicurezza europei.
2. dns0.eu: Privacy e Performance
Un’iniziativa francese no-profit che non scende a compromessi. È perfetto per chi cerca una velocità paragonabile a quella di Google ma con una politica “zero-log” certificata.
Specialità: Supporto avanzato ai protocolli crittografati DoH (DNS-over-HTTPS) e DoT.
3. Quad9 (Sede in Svizzera)
Nonostante l’infrastruttura globale, Quad9 ha spostato la propria sede legale a Zurigo per beneficiare delle leggi svizzere sulla privacy.
IP Primario:9.9.9.9
Vantaggi: Una delle migliori intelligence mondiali per il blocco preventivo dei domini malevoli.
Hands-on: Configurazione su Linux
Per la nostra community di utenti Linux, la configurazione tramite interfaccia grafica è spesso superflua. Vediamo come forzare i DNS europei via terminale utilizzando systemd-resolved, lo standard sulle distribuzioni moderne (Ubuntu, Debian, Fedora, Arch).
Modifica il file di configurazione:Bashsudo nano /etc/systemd/resolved.conf
Imposta i server DNS europei:Individua la riga [Resolve] e modificala come segue:PlaintextDNS=86.54.11.1 9.9.9.9 FallbackDNS=1.1.1.1
Riavvia il servizio:Bashsudo systemctl restart systemd-resolved
Tip: Per verificare che i nuovi DNS siano attivi, usa il comando resolvectl status.
Confronto Tecnico: Quale scegliere?
Servizio
Sede Legale
Privacy
Sicurezza
Ideale per
Google
USA
Media
Standard
Chi vuole semplicità
DNS4EU
UE
Massima
Alta (Cybersecurity UE)
Sovranità Digitale
dns0.eu
UE
Massima
Alta
Privacy-focused
Quad9
Svizzera
Alta
Eccellente (Anti-malware)
Sicurezza Totale
Conclusioni
Nel 2026, la scelta del DNS non è più solo una questione di millisecondi. È una dichiarazione di intenti. Passare a DNS4EU o dns0.eu significa premiare l’ecosistema tecnologico del nostro continente e mettere i propri dati al sicuro sotto la giurisdizione europea.
E tu, hai già abbandonato i DNS americani? Se hai difficoltà con la configurazione sul tuo router o sulla tua distro Linux, scrivici nei commenti.
Navigare sul web oggi è un po’ come camminare nel fango: ogni passo lascia un’impronta. Se usi Firefox, sai già di avere tra le mani uno dei browser più attenti alla privacy, ma sapevi che le impostazioni “di fabbrica” sono solo la punta dell’iceberg?
Esiste un tool gratuito, rapido e incredibilmente potente per trasformare il tuo browser in un fortino inespugnabile: si chiama ffprofile.com.
In questo articolo scopriamo insieme perché dovresti usarlo e come configurarlo in meno di 5 minuti.
Il problema: Le impostazioni nascoste di Firefox
Firefox è estremamente personalizzabile, ma molte delle sue funzioni più avanzate per la sicurezza sono nascoste nel menù about:config, una lista infinita di codici e parametri tecnici dove è facile fare danni se non si è esperti.
Spesso, per garantire che tutti i siti funzionino correttamente, Mozilla lascia attive alcune funzioni di telemetria (invio dati sull’uso) o servizi di localizzazione che non tutti desiderano.
La soluzione: ffprofile.com
ffprofile.com è un generatore di configurazioni. Non è un software da installare, ma un sito web che ti permette di selezionare, tramite una serie di interruttori (toggle), cosa vuoi attivare o disattivare nel tuo browser.
Una volta scelte le tue preferenze, il sito crea un piccolo file chiamato user.js. Ti basta inserire quel file nella cartella del tuo profilo Firefox e il gioco è fatto: il browser si autoconfigurerà secondo i tuoi desideri.
Quali benefici ottieni?
Utilizzando un profilo generato con ffprofile, puoi ottenere diversi vantaggi immediati:
Blocco della Telemetria: Impedisci a Firefox di inviare dati sull’utilizzo ai server di Mozilla.
Protezione dal Fingerprinting: Rendi più difficile per i siti web identificarti in base alle caratteristiche del tuo computer (risoluzione schermo, font installati, ecc.).
Disattivazione di Pocket e Servizi Extra: Rendi l’interfaccia più pulita eliminando servizi predefiniti che magari non usi.
Sicurezza Avanzata: Forza l’uso di connessioni sicure e disabilita funzioni web potenzialmente vulnerabili (come WebGL o WebRTC, che possono rivelare il tuo vero indirizzo IP anche sotto VPN).
Scegli il livello di restrizione: Puoi usare i preset (come “Enforce Privacy”) o spuntare manualmente le opzioni. Se sei un utente medio, le opzioni di default del sito sono già un ottimo compromesso.
Scarica il pacchetto: Clicca su “Download zip” o scarica direttamente il file user.js.
Inserisci il file in Firefox:
Apri Firefox e scrivi about:support nella barra degli indirizzi.
Cerca la voce Cartella del profilo e clicca su “Apri cartella”.
Copia il file user.js appena scaricato all’interno di questa cartella.
Riavvia: Chiudi e riapri Firefox. Le modifiche sono ora attive!
Nota di Albilab: Se dopo aver inserito il file noti che alcuni siti non funzionano correttamente (ad esempio le videochiamate se hai disattivato WebRTC), ti basterà rimuovere il file user.js dalla cartella e riavviare il browser per tornare alle impostazioni originali.
In conclusione
ffprofile.com è lo strumento definitivo per chi vuole il controllo totale sulla propria navigazione senza dover studiare manuali di informatica. È un modo semplice, pulito e trasparente per dire “no” al tracciamento selvaggio.
Ti è stata utile questa guida? Se hai dubbi sulla configurazione o vuoi approfondire altri strumenti per la tua sicurezza digitale, scrivici nei commenti.
Google Discover è uno strumento potente, ma spesso sottovalutato. Se usato bene può diventare una fonte di notizie personalizzata e davvero utile. Se usato male… può trasformarsi in un feed pieno di contenuti irrilevanti.
In questa guida vediamo:
Cos’è Google Discover
Come funziona l’algoritmo
Come personalizzare il feed
Come gestire e pulire la cronologia
Come mantenere l’account Google “ordinato” nel tempo
Cos’è Google Discover
Google Discover è il feed personalizzato che trovi:
Nell’app Google su Android e iOS
Nella schermata a sinistra della home su molti smartphone Android
Su google.com (da mobile, se sei loggato)
A differenza della classica ricerca Google, Discover non richiede una query: ti propone contenuti in base ai tuoi interessi.
Come funziona Google Discover
Google Discover utilizza:
Cronologia delle ricerche
Siti visitati
Video YouTube guardati
App utilizzate (su Android)
Posizione (se attiva)
Interazioni precedenti con il feed
In pratica, è un sistema di raccomandazione basato su machine learning che costruisce un profilo dei tuoi interessi.
👉 Se clicchi spesso su articoli di tecnologia open source, Discover ti proporrà sempre più contenuti simili. 👉 Se inizi a leggere gossip o calcio… il feed cambierà direzione.
Come personalizzare Google Discover
Pulire il feed è possibile. Basta sapere dove intervenire.
1️⃣ Usare le opzioni direttamente nel feed
Sotto ogni notizia trovi il menu con i tre puntini.
Puoi scegliere:
Non mi interessa questo argomento
Non mostrare contenuti da questo sito
Mostra di più su questo argomento
Questa è la prima forma di “addestramento” dell’algoritmo.
📌 Consiglio tecnico: fatelo spesso. È il metodo più rapido per ripulire il feed.
2️⃣ Gestire gli interessi manualmente
Vai su:
Google App → Profilo → Impostazioni → Interessi → I tuoi interessi
Qui puoi:
Seguire nuovi argomenti
Smettere di seguire temi non più rilevanti
Rimuovere interessi errati
Questo è utile se Discover ha “capito male” i tuoi gusti.
Come gestire e pulire la cronologia Google
Qui entriamo nella parte più importante.
Il feed di Discover è strettamente collegato alla tua Attività Google.
Se stai utilizzando la nuova versione Ubuntu 25.10 e hai bisogno di creare una pendrive USB avviabile, balenaEtcher rimane uno degli strumenti migliori per la sua semplicità e efficacia.
Tuttavia, installando la versione .deb di Etcher su Ubuntu 25.10, potresti imbatterti in un errore di blocco dovuto a una dipendenza specifica spesso non allineata nelle versioni più recenti del sistema operativo: libgdk-pixbuf-2.0-0.
In questa guida vedremo come installare Etcher correttamente utilizzando GDebi e come risolvere l’errore scaricando manualmente la libreria mancante.
Fase 1: Scaricare il pacchetto .deb di Etcher
Per prima cosa, procuriamoci il software ufficiale.
Clicca su “Download for Linux” e scegli il formato “DEB Package”.
Salva il file (es. balena-etcher-electron_xxx_amd64.deb) nella tua cartella Download.
Fase 2: Installare GDebi
Per gestire al meglio l’installazione e l’errore delle dipendenze, useremo GDebi al posto del solito installer di Ubuntu, in quanto è molto più esplicito nel segnalare cosa manca.
Apri il terminale e lancia i comandi:
sudo apt update
sudo apt install gdebi
Fase 3: Identificare l’errore della dipendenza
Proviamo ora ad aprire il file di Etcher per vedere l’errore:
Vai nella cartella Download.
Clicca con il tasto destro sul file .deb di Etcher e seleziona “Apri con” > “Installatore pacchetti GDebi”.
Clicca su “Installa pacchetto”.
A questo punto l’installazione fallirà. GDebi ti mostrerà un errore che indica che la dipendenza libgdk-pixbuf-2.0-0 non è soddisfatta.
Fase 4: Scaricare la libreria mancante (Link Diretto)
Non è necessario cercare nel web: abbiamo individuato il file esatto che risolve il problema per Ubuntu 25.10.
Copia e incolla questo link nel tuo browser per scaricare direttamente la libreria corretta:
Questa volta l’operazione dovrebbe completarsi senza errori, poiché stiamo fornendo al sistema la libreria grafica che cercava.
Fase 6: Completare l’installazione di Etcher
Siamo arrivati al traguardo.
Torna alla finestra di GDebi che avevi aperto inizialmente per il file di Etcher (se l’hai chiusa, riaprila cliccando col destro sul file .deb di Etcher).
Ora che la dipendenza libgdk-pixbuf-2.0-0 è stata installata, il pulsante “Installa pacchetto” sarà attivo e funzionante.
Clicca su Installa e, al termine, avrai Etcher pronto all’uso nel menu delle applicazioni.
Conclusione
Grazie a questo piccolo “trucco” con GDebi e il download mirato della libreria da Debian, hai aggirato un problema comune sulle distribuzioni più recenti come Ubuntu 25.10. Ora sei pronto a flashare le tue ISO preferite in sicurezza.
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