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Autore: albilab (Pagina 5 di 10)

Backup dei dati: guida facile per non perdere foto, file e contatti

BackupDiSicurezza

Cos’è un Backup?

Un backup è una copia di sicurezza dei tuoi dati (foto, video, documenti, contatti, app), salvata in un luogo separato e sicuro. Serve a proteggerti da perdita di dati causata da:

  • guasti del computer o del telefono
  • cancellazioni accidentali
  • virus o ransomware
  • furti o incendi

Fare backup regolarmente ti consente di recuperare tutto facilmente in caso di problemi.


Perché Fare il Backup è Fondamentale?

1. Protegge dai guasti

Nessun dispositivo è eterno: hard disk, smartphone e computer possono rompersi. Il backup ti salva dai danni imprevisti.

2. Difende da virus e ransomware

Un attacco informatico può criptare o distruggere i tuoi file. Il backup ti permette di ripristinarli senza pagare riscatti.

3. Corregge errori umani

Hai mai cancellato qualcosa per sbaglio? Con il backup, puoi tornare indietro e recuperare i file persi.

4. È utile in caso di furto o smarrimento

Se perdi il telefono o te lo rubano, puoi recuperare foto, contatti e messaggi se hai fatto un backup nel cloud.


I 4 Requisiti del Backup Perfetto

Un backup efficace deve rispettare queste 4 regole fondamentali:

1. Deve essere automatico

Se devi ricordarti di farlo a mano, prima o poi lo dimenticherai. Il backup deve avviarsi da solo, ogni giorno.

2. Deve essere geograficamente separato

Meglio evitare che il backup sia salvato nello stesso luogo fisico del computer. Se c’è un incendio o un furto, perderesti tutto. Il backup su cloud è l’ideale.

3. Deve essere incrementale

Significa che non sovrascrive i file vecchi, ma ne salva anche versioni precedenti. Così puoi recuperare anche uno stato precedente dei tuoi dati.

4. Deve essere protetto e crittografato

I dati devono essere leggibili solo da te. La crittografia è obbligatoria se gestisci dati sensibili (anche per il GDPR).


Come fare il Backup: Le soluzioni più semplici

Backup Locale (su disco esterno)

  • Usa un hard disk esterno.
  • Attiva:
    • Time Machine su Mac
    • Cronologia file o Backup di Windows su PC
  • Vantaggi: veloce ed economico
  • Svantaggi: è locale, va tenuto lontano dal computer principale.

Backup su Cloud (consigliato)

Servizi cloud sicuri, automatici e protetti:

  • Google Drive
  • OneDrive
  • Dropbox
  • Backblaze → backup illimitato, automatico e crittografato

Migliore pratica: combinare backup cloud + disco esterno per la massima sicurezza.


Come fare il Backup su smartphone

Android

  • Attiva Google Drive / Google One
  • Vai su: Impostazioni > Sistema > Backup

iPhone

  • Attiva iCloud
  • Vai su: Impostazioni > [Il tuo nome] > iCloud > Backup iCloud

Consiglio: lascia lo smartphone collegato al Wi-Fi e alla presa di corrente: il backup si avvia da solo.


Ogni quanto fare il Backup?

  • Tutti i giorni se usi dispositivi per lavoro o studio.
  • Almeno una volta a settimana per uso personale.

Con backup automatici come Google o iCloud non devi nemmeno pensarci: fanno tutto da soli.


Dove Conservare il Backup?

  • Un disco esterno fisico
  • Una copia nel cloud

Non tenere tutto su un solo dispositivo!


Servizi Backup consigliati

Tra i migliori servizi di backup cloud:

  • Backblaze: automatico, sicuro, spazio illimitato, semplice da usare
  • iDrive: multi-dispositivo, cifrato
  • Arq Backup, Carbonite, Acronis Cloud

Conclusione: Il Backup è serenità digitale

Fare backup è come mettere la cintura in macchina: speri di non doverla usare, ma se serve… ti salva.

Non serve essere tecnici, bastano 10 minuti per impostare tutto. Una volta fatto, puoi dormire sonni tranquilli.

Come installare YAY su Arch Linux: guida facile e veloce

Se stai usando Arch Linux o una delle sue derivate (come EndeavourOS o Manjaro), probabilmente hai già sentito parlare di YAY (Yet Another Yaourt). È uno dei migliori AUR helper disponibili: ti permette di installare pacchetti sia dal repository ufficiale di Arch che dall’AUR (Arch User Repository) con un solo comando.


Cos’è YAY e perché usarlo?

YAY è un AUR helper scritto in Go che semplifica la gestione dei pacchetti su Arch Linux. Con YAY puoi:

  • Cercare e installare pacchetti da AUR e dai repo ufficiali
  • Aggiornare tutti i pacchetti con un solo comando
  • Evitare di compilare manualmente ogni pacchetto AUR

In pratica, è uno strumento indispensabile per chi vuole sfruttare al massimo la potenza di Arch senza complicarsi la vita.


Prerequisiti

Prima di iniziare, assicurati di avere:

  • Una distribuzione basata su Arch Linux
  • Accesso a un terminale con privilegi sudo
  • Il pacchetto git installato

Se non hai git, installalo con:

sudo pacman -S git

Installazione di YAY passo dopo passo

1. Clona il repository di YAY

Apri il terminale e digita:

git clone https://aur.archlinux.org/yay.git

Questo comando scarica il codice sorgente di YAY nella tua cartella corrente.

2. Entra nella cartella del progetto

cd yay

3. Compila e installa YAY

Ora compiliamo il pacchetto con makepkg:

makepkg -si
  • L’opzione -s installa automaticamente le dipendenze
  • L’opzione -i installa il pacchetto una volta compilato

4. Verifica l’installazione

Per assicurarti che tutto sia andato a buon fine, esegui:

yay --version

Se vedi il numero di versione, congratulazioni! 🎉 Hai installato correttamente YAY.


Esempi di utilizzo

Ecco alcuni comandi utili per iniziare:

ComandoDescrizione
yay -S nomepacchettoInstalla un pacchetto
yay -R nomepacchettoRimuove un pacchetto
yay -SyuAggiorna tutti i pacchetti (repo + AUR)
yay -Ss parolaCerca un pacchetto
yay -Qi nomepacchettoMostra info su un pacchetto

Consigli utili

  • YAY ti chiederà conferma prima di installare pacchetti AUR: leggi sempre le informazioni che ti mostra.
  • Puoi personalizzare il comportamento di YAY modificando il file di configurazione ~/.config/yay/config.json.

Conclusione

YAY è uno strumento potente che semplifica enormemente la gestione dei pacchetti su Arch Linux. Con questa guida, ora sei pronto a installarlo e usarlo al meglio. Se ti è stata utile, condividila con altri Arch-lover e continua a seguirci su albilab.it per altre guide tech!

USB per il reset della password con Lazesoft

lazesoft

Hai dimenticato la password di accesso al tuo PC Windows? Niente panico. Con Lazesoft Recover My Password, puoi creare una chiavetta USB avviabile per resettare la password e tornare operativo in pochi minuti. Ecco come fare.

Cosa ti serve


Passaggi step-by-step

1. Scarica e installa Lazesoft

Vai sul sito ufficiale e scarica la versione gratuita del software:
Download Lazesoft Recover My Password

Una volta scaricato, installalo seguendo le istruzioni a schermo.


2. Avvia Lazesoft e crea la chiavetta USB

Apri il programma e seleziona “Burn CD/USB Disk”.

  • Seleziona il sistema operativo da recuperare (es. Windows 10)
  • Scegli USB Flash come tipo di supporto
  • Seleziona la lettera della chiavetta USB
  • Clicca su Start per avviare la creazione

Attenzione: la chiavetta verrà formattata, quindi salva eventuali file importanti prima.


3. Avvia il PC bloccato dalla chiavetta USB

Inserisci la chiavetta nel computer bloccato e accendilo.
Durante l’avvio, premi il tasto per accedere al Boot Menu (di solito F12, F9 o ESC).

Seleziona la chiavetta USB come dispositivo di avvio. Lazesoft si avvierà automaticamente.


4. Reset della password

Una volta avviato Lazesoft:

  • Seleziona Password Recovery
  • Scegli il disco con Windows installato
  • Seleziona l’utente da sbloccare
  • Clicca su NextRESET/UNLOCK

Vedrai un messaggio di conferma:
“The password reset successfully.”

Riavvia il computer e accedi senza password!


Conclusione

Lazesoft è uno strumento potente e gratuito che può salvarti in situazioni critiche. La sua interfaccia intuitiva lo rende adatto anche ai meno esperti. In pochi minuti, puoi creare una chiavetta USB per il reset della password e tornare operativo.

Mac impostare lo standby con il comando caffeinate

CaffeineMac

Se sei un utente Mac, probabilmente ti sarà capitato almeno una volta di voler impedire che il tuo Mac vada in sospensione durante un’attività importante: un download pesante, un rendering video, una lunga compilazione di codice o magari durante una presentazione.

Fortunatamente, macOS include un comando potente e poco conosciuto che risolve questo problema: caffeinate.

In questo articolo ti spieghiamo cos’è il comando caffeinate, come si usa e in quali situazioni è utile, con esempi pratici ed efficaci.


Cos’è caffeinate su macOS?

caffeinate è un comando da terminale incluso in macOS che permette di mantenere attivo il sistema, inibendo temporaneamente il risparmio energetico e lo standby automatico.

Il nome è una simpatica metafora: proprio come la caffeina tiene sveglie le persone, questo comando “tiene sveglio” il tuo Mac.


Perché usare caffeinate?

Il comando caffeinate è utile in molte situazioni pratiche, tra cui:

  • Durante il download di file di grandi dimensioni
  • Durante un rendering video o 3D prolungato
  • Mentre compili codice per un progetto complesso
  • Durante una presentazione o videoconferenza
  • Quando lasci attivo un server locale o un processo in background

Come usare caffeinate: esempi pratici

1. Tenere il Mac sveglio indefinitamente

caffeinate

Mantiene attivo il sistema fino a quando non chiudi il terminale o interrompi con Ctrl + C.


2. Tenere il Mac sveglio per un tempo specifico (es. 1 ora)

caffeinate -t 3600

Il flag -t specifica il tempo in secondi. In questo caso, 3600 secondi = 1 ora.


3. Impedire la sospensione del display

caffeinate -d

Il flag -d mantiene acceso lo schermo. Utile per monitorare un’attività o durante una presentazione.


4. Impedire la sospensione del sistema

caffeinate -s

Previene la sospensione completa del Mac, anche se il display può comunque spegnersi.


5. Tenere sveglio il Mac fino alla fine di un comando

caffeinate -i ./script-lungo.sh

Mantiene attivo il sistema solo durante l’esecuzione dello script. Perfetto per task automatizzati.


Differenze tra i flag principali

FlagEffetto
-dMantiene attivo il display
-iInibisce la sospensione del sistema
-sImpedisce la sospensione automatica
-tSpecifica una durata temporale
Nessun flagResta attivo finché il processo caffeinate è in esecuzione

Quando usare caffeinate?

Ecco alcuni scenari reali in cui caffeinate può fare la differenza:

  • Sviluppatori: compilazioni lunghe, ambienti di test locali, simulazioni.
  • Designer e creativi: rendering video, esportazioni di progetti pesanti.
  • Utenti aziendali: presentazioni, videoconferenze, attività da remoto.
  • Tecnici IT: installazioni remote, backup automatizzati, monitoraggi.

Conclusione

Il comando caffeinate è una risorsa semplice ma potente per chiunque lavori su macOS. Ti permette di avere pieno controllo sul comportamento energetico del tuo Mac, evitando spiacevoli interruzioni durante operazioni cruciali.

Cos’è un QR Code e come crearne uno per il Wi-Fi

Scopri cos’è un QR Code, a cosa serve e come creare un QR Code Wi-Fi gratis con wificard.io e wifiqrcode.com in pochi secondi.


Cos’è un QR Code?

Il QR Code (Quick Response Code) è un codice a barre bidimensionale che permette di memorizzare informazioni facilmente leggibili da smartphone e fotocamere.

A differenza del codice a barre tradizionale, il QR Code può contenere:

  • link a siti web
  • testi o messaggi
  • contatti (vCard)
  • eventi in calendario
  • credenziali Wi-Fi
  • numeri di telefono, email e molto altro

Basta inquadrare il codice con la fotocamera del telefono per accedere subito ai contenuti, senza dover digitare nulla.


Perché usare un QR Code?

Un QR Code è utile perché è:

  • veloce: basta un tap per aprire link o informazioni
  • contactless: nessun contatto fisico necessario
  • versatile: adatto a marketing, eventi, retail, uffici e casa

Esempi pratici:

  • In un bar o ristorante, per accedere al menù digitale.
  • In ufficio, per condividere la rete Wi-Fi.
  • In un curriculum, per mostrare il portfolio online.
  • In un evento, per gestire iscrizioni e agende.
  • In negozio, per fornire informazioni su un prodotto.

Come creare un QR Code Wi-Fi

Creare un QR Code per il Wi-Fi è semplicissimo con strumenti gratuiti online. Ecco due dei migliori:

1. Generare un QR Code con wificard.io

wificard.io è un sito gratuito che ti permette di creare QR Code Wi-Fi personalizzati.

Passaggi:

  1. Vai su wificard.io.
  2. Inserisci il nome della rete (SSID) e la password.
  3. Seleziona il tipo di crittografia (WPA/WPA2 è la più comune).
  4. (Opzionale) Aggiungi un titolo personalizzato.
  5. Clicca su Generate WiFi Card.
  6. Scarica il QR Code o stampalo.

Il sito genera anche un layout stampabile, perfetto per locali pubblici, uffici o case vacanze.


2. Generare un QR Code con wifiqrcode.com

wifiqrcode.com è un’alternativa altrettanto semplice. Inserisci SSID, password e crittografia: in pochi secondi avrai il tuo QR Code per la rete Wi-Fi pronto da scaricare.


Altri usi dei QR Code

Oltre al Wi-Fi, i QR Code possono essere usati per:

  • collegare a un sito web o una landing page
  • creare un biglietto da visita digitale (vCard)
  • condividere un messaggio personalizzato
  • aggiungere un evento al calendario

Conclusione

Il QR Code è una soluzione moderna, veloce e accessibile per condividere informazioni senza complicazioni.

Grazie a strumenti gratuiti come wificard.io e wifiqrcode.com puoi creare in pochi secondi QR Code per il Wi-Fi, per link o per biglietti da visita digitali.

Inizia subito a generare i tuoi QR Code e semplifica la vita a clienti, colleghi e ospiti!

Scritto da Albilab.it – soluzioni digitali e produttività smart

Scopri Nala: la GUI che rende APT più semplice e bella su Linux

Se usi Linux regolarmente, sai bene quanto il terminale possa essere uno strumento potente… ma anche un po’ intimidatorio, soprattutto quando si tratta di aggiornare pacchetti, installare software o cercare applicazioni disponibili nei repository. E se ti dicessimo che esiste un’interfaccia più pulita, elegante e informativa per il classico apt?

Benvenuto in Nala.

Cos’è Nala?

Nala è un frontend alternativo per apt, scritto in Python, che trasforma l’esperienza di gestione dei pacchetti Debian e Ubuntu in qualcosa di molto più leggibile e moderno. Ma attenzione: non si tratta di una GUI grafica nel senso stretto. Nala è una GUI nel terminale, ovvero una interfaccia testuale migliorata: colorata, tabellare, interattiva… e tremendamente utile.

In altre parole: fa quello che apt fa, ma meglio.

Perché usare Nala?

Ecco alcuni motivi per cui molti utenti Linux hanno adottato Nala come strumento preferito per installare e aggiornare pacchetti:

  • Output chiaro e a colori: i risultati dei comandi sono mostrati in tabelle ben organizzate, rendendo tutto più leggibile.
  • Più veloce nelle ricerche: il comando nala search restituisce risultati ordinati e filtrabili.
  • Storico dei comandi: puoi vedere quali pacchetti hai installato in passato, con nala history.
  • Mirror list automatica: Nala è in grado di trovare e usare i mirror più veloci per scaricare i pacchetti.
  • Esperienza utente migliorata: perfetta per chi è alle prime armi ma anche per chi lavora spesso da terminale.

Come installare Nala

Installare Nala è facilissimo. Su Ubuntu o Debian basta:

sudo apt update
sudo apt install nala

Una volta installato, puoi usare comandi come:

nala update
nala upgrade
nala install nomepacchetto
nala search qualcosa
nala history

Provalo e noterai subito la differenza rispetto ad apt.

A chi è utile?

  • Ai principianti, che vogliono capire meglio cosa succede nel terminale senza perdersi in muri di testo.
  • Agli utenti esperti, che cercano un’interfaccia più snella ed efficiente per il proprio flusso di lavoro.
  • Ai sistemisti, che possono consultare rapidamente lo storico delle installazioni e diagnosticare problemi con maggiore chiarezza.

Conclusione

Nala è un piccolo ma potente miglioramento dell’esperienza Linux su Debian/Ubuntu. È uno di quegli strumenti che non cambiano il sistema, ma migliorano il tuo modo di lavorarci ogni giorno. Leggero, elegante, efficace.

Se non lo conoscevi, è il momento giusto per provarlo.

Hai già provato Nala? Raccontaci la tua esperienza nei commenti…


Come richiedere la Carta d’Identità Elettronica (CIE) 2025

La Carta d’Identità Elettronica (CIE) è il documento personale che, oltre a certificare l’identità del cittadino, permette anche l’accesso sicuro a moltissimi servizi digitali della Pubblica Amministrazione. In questo articolo ti spieghiamo in modo semplice e aggiornato come richiederla o rinnovarla nel 2025.


Cos’è la Carta d’Identità Elettronica?

La CIE è il successore digitale della vecchia carta d’identità cartacea o in formato plastificato. È una smart card dotata di microchip, valida come documento di riconoscimento sia in Italia che all’estero nei Paesi dell’Unione Europea, e utilizzabile per:

  • Autenticarsi sui portali online della PA (es. INPS, Agenzia delle Entrate, Fascicolo Sanitario Elettronico);
  • Firmare documenti digitali (con app e servizi compatibili);
  • Viaggiare all’estero in alternativa al passaporto (nei Paesi che la accettano).

Quando va richiesta o rinnovata?

Puoi richiedere la CIE in questi casi:

  • Primo rilascio (es. cambio da carta cartacea a elettronica);
  • Rinnovo per scadenza (la validità è di 10 anni per i maggiorenni);
  • Smarrimento o furto (serve denuncia);
  • Deterioramento (non più leggibile o funzionante).

l rinnovo è possibile a partire da 180 giorni prima della scadenza.


Come fare richiesta – passaggi pratici

1. Prenotazione online (consigliato)

Vai su www.cartaidentita.interno.gov.it
Clicca su “Prenota il tuo appuntamento” e scegli:

  • Il tuo comune di residenza;
  • La sede disponibile più vicina;
  • La data e l’ora che preferisci.

Alcuni Comuni gestiscono le prenotazioni direttamente dal proprio sito. Verifica anche lì se trovi disponibilità più rapide.


2. Cosa portare all’appuntamento

  • Un documento valido (o denuncia se smarrita);
  • La vecchia carta (se la stai rinnovando);
  • Fototessera recente (su sfondo bianco, formato ICAO; alcuni Comuni permettono la foto digitale);
  • La tessera sanitaria/Codice Fiscale;
  • Il modulo di richiesta (disponibile online o direttamente allo sportello);
  • Il pagamento del costo: in media 16,79€ + diritti fissi/comunali (variano leggermente da Comune a Comune).

3. Ricezione

La CIE non viene rilasciata subito. Viene spedita entro 6 giorni lavorativi all’indirizzo che indichi (casa o Comune).
Puoi tracciare la spedizione sul sito del Ministero.


Accesso SPID e servizi digitali con la CIE

Una volta ricevuta, puoi usare la CIE per accedere ai portali online grazie all’app CIE ID, disponibile per:

  • Android con NFC
  • iPhone (dalla versione iOS 13)
  • Computer con lettore NFC + software ufficiale

Attiva la CIE usando il PIN in due parti che ti viene consegnato:

  • Prime 4 cifre al momento della richiesta
  • Ultime 4 cifre con la consegna della carta

Suggerimenti Utili

  • Se vivi all’estero, la richiesta si fa tramite il Consolato;
  • Se hai urgenza (es. viaggi), alcuni Comuni emettono la carta in formato cartaceo provvisorio;
  • Attenzione ai tempi di attesa nei mesi estivi o a ridosso di scadenze fiscali: prenota per tempo!

Conclusione

La Carta d’Identità Elettronica è molto più di un semplice documento: è la chiave per il tuo accesso sicuro e digitale a decine di servizi della PA. Con questa guida puoi affrontare la procedura senza stress e ottenere la tua CIE in pochi giorni.


PEC Gratuita: Come attivarla e quale servizio scegliere nel 2025


Cos’è la PEC e Perché È Importante?

La Posta Elettronica Certificata (PEC) è un sistema di posta elettronica che attribuisce valore legale ai messaggi inviati, rendendoli equiparabili a una raccomandata con ricevuta di ritorno. È uno strumento fondamentale per:

  • Comunicazioni con la Pubblica Amministrazione (PA)
  • Invio di documenti con data certa
  • Notifiche legali tra cittadini, professionisti e imprese

È Possibile Avere una PEC Gratis?

Sì, nel 2025 esistono diverse opzioni per ottenere una PEC gratuita, soprattutto grazie a iniziative pubbliche e offerte dei principali provider italiani. Vediamole nel dettaglio.


PEC Gratuita Tramite SPID: Il Progetto del Governo Italiano

Il Governo, attraverso il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, ha lanciato una PEC gratuita per i cittadini integrata con SPID.

Come funziona:

  1. Accedi al sito del provider PEC aderente
  2. Effettua il login con SPID
  3. Attiva la casella gratuita, valida per comunicazioni con la PA

Provider che aderiscono all’iniziativa:

  • Aruba – PEC gratuita per 6 o 12 mesi
  • InfoCert (Legalmail) – PEC base gratuita con SPID
  • Namirial – PEC gratuita con attivazione online
  • Actalis – PEC base gratuita tramite SPID o CIE

🔗 Vai al portale ufficiale: www.postacertificata.gov.it


PEC Gratuita con CIE (Carta d’Identità Elettronica)

Se non hai SPID ma possiedi una CIE abilitata, puoi comunque richiedere una PEC gratuita. Il processo è simile:

  1. Autenticazione con CIE sul sito del provider
  2. Attivazione della PEC base
  3. Invio e ricezione di messaggi certificati

Caratteristiche delle PEC gratuite

Le PEC gratuite sono perfette per uso personale e includono:

  • Casella con spazio limitato (es. 1 GB)
  • Invio e ricezione illimitata con valore legale
  • Accesso via webmail o app

Attenzione: dopo il periodo promozionale, alcuni provider potrebbero richiedere il passaggio a un piano a pagamento.


Alternative a basso costo per aziende e professionisti

Se usi la PEC per motivi professionali, ecco alcune soluzioni economiche:

ServizioPrezzo annuo indicativoSpazioNote
Aruba PECda 6,90€/anno1 GBIdeale per PMI
Legalmail Agileda 9,00€/anno1 GBAccesso con SPID
PosteCertda 5,50€/anno100 MBMinimo indispensabile

Link Diretti per l’Attivazione


Conclusione

La PEC gratuita nel 2025 è una risorsa concreta e utile, specialmente per chi ha bisogno di comunicare con enti pubblici in modo certificato. Grazie a SPID e CIE, l’attivazione è semplice, veloce e senza costi. Se invece cerchi una soluzione professionale, ci sono ottime alternative a prezzi accessibili.


Elementary OS 8: Aggiungi “Apri come Amministratore” con facilità

Ti sei mai trovato bloccato su Elementary OS perché non puoi modificare file di sistema o accedere a cartelle fuori dalla tua home? Nessun problema: con pochi semplici comandi, puoi aggiungere l’opzione “Apri come Amministratore” direttamente nel menu clic destro.

Perché questa funzione è utile?

Elementary OS 8 (basato su Ubuntu 24.04 LTS) è elegante e sicuro, ma per motivi di protezione non consente di modificare file di sistema senza permessi amministrativi. Con questa guida, potrai facilmente abilitare il supporto a queste operazioni direttamente dal file manager Pantheon.


Procedura passo-passo

1. Apri il Terminale

Apri il menu delle applicazioni in alto a sinistra e cerca “Terminale”.

2. Aggiungi l’opzione per modificare file come amministratore

Nel terminale, digita:

sudo nano /usr/share/contractor/io.elementary.code.open-as-root.contract

Poi incolla questo testo:

[Contractor Entry]
Name=Edit as Administrator
Icon=io.elementary.code
Description=Edit file via root user privilege
MimeType=text/plain;
Exec=pkexec io.elementary.code %U
Gettext-Domain=code

Salva con Ctrl+X, poi premi Y e Invio.


3. Aggiungi l’opzione per aprire cartelle come amministratore

Digita:

sudo nano /usr/share/contractor/io.elementary.files.open-as-root.contract

E incolla:

[Contractor Entry]
Name=Open as Administrator
Icon=system-file-manager
Description=Open a folder via root user privilege
MimeType=inode/directory;
Exec=pkexec io.elementary.files %U
Gettext-Domain=file manager

Anche qui, salva con Ctrl+X, Y e Invio.


Risultato: menu sbloccato!

Ora, ogni volta che clicchi con il tasto destro su un file o cartella, vedrai le opzioni:

  • “Edit as Administrator” per modificare file
  • “Open as Administrator” per esplorare cartelle

Il tutto senza nemmeno dover riavviare.


Extra

Puoi creare tante altre azioni personalizzate! Ti basta aggiungere file .contract nella cartella:

/usr/share/contractor

Consulta i file .desktop in /usr/share/applications per trovare le icone e i comandi giusti.


Conclusione

Con pochi minuti e un paio di comandi terminale, hai trasformato il tuo sistema in uno strumento molto più flessibile e potente. Un piccolo tweak, ma che fa una grande differenza per chi lavora con file di sistema!

Hai trovato utile la guida? Condividila con altri utenti di Elementary OS!


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