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Ubuntu 26.04 non mostra le anteprime dei video? Ecco come attivare preview MKV e MP4

Abilitare preview video nel file manager ubuntu 26.04

Su Ubuntu 26.04 può capitare di aprire una cartella piena di file .mkv o .mp4 e non vedere nessuna anteprima video nel file manager.

Al posto della classica preview del video vengono mostrate solamente icone generiche dei file.

Non si tratta di un vero bug di Ubuntu.

In alcune installazioni o aggiornamenti possono mancare alcuni componenti necessari alla generazione automatica delle miniature video.

Fortunatamente la soluzione è molto semplice e richiede davvero pochi minuti.


Perché Ubuntu 26.04 non mostra le anteprime dei video?

Le preview dei file video dipendono principalmente da tre componenti:

  • il file manager utilizzato
  • i codec multimediali
  • il generatore di miniature

Nella maggior parte dei casi manca proprio quest’ultimo.

Il pacchetto che si occupa di creare le thumbnail dei video su Linux è:

ffmpegthumbnailer

Senza di lui Nautilus, Dolphin o Thunar non riescono a generare automaticamente le anteprime.


La soluzione più veloce

Apriamo il terminale e installiamo i pacchetti necessari:

sudo apt update
sudo apt install ffmpeg ffmpegthumbnailer

Una volta completata l’installazione, nella maggior parte dei casi le preview inizieranno a comparire automaticamente.


Se utilizzi GNOME / Nautilus

Su GNOME conviene installare anche il supporto ai codec video:

sudo apt install gstreamer1.0-libav

Successivamente riavviamo Nautilus:

nautilus -q

A questo punto basta riaprire il file manager.


Se utilizzi KDE Plasma / Dolphin

Gli utenti KDE possono installare il supporto thumbnail dedicato:

sudo apt install ffmpegthumbs

Poi apriamo:

Impostazioni → Configura Dolphin → Generale → Anteprime

e abilitiamo:

  • Video Files
  • MKV
  • MP4

Se utilizzi XFCE / Thunar

Per XFCE la soluzione consigliata è:

sudo apt install tumbler ffmpegthumbnailer

Successivamente riavviamo il servizio thumbnail:

pkill tumblerd

oppure effettuiamo logout/login.


Le anteprime ancora non compaiono?

In alcuni casi il problema è semplicemente la cache delle miniature corrotta.

Possiamo cancellarla con:

rm -r ~/.cache/thumbnails/*

Ubuntu rigenererà automaticamente tutte le preview al successivo accesso alla cartella.


Come verificare se tutto funziona

Per controllare manualmente il sistema di thumbnail possiamo eseguire:

ffmpegthumbnailer -i video.mkv -o preview.png

Se viene generato il file preview.png, allora il sistema sta funzionando correttamente.


Installazione completa consigliata

Se vogliamo supportare praticamente tutti i formati video più comuni:

sudo apt install ffmpeg ffmpegthumbnailer tumbler ffmpegthumbs gstreamer1.0-libav

Con questa configurazione Ubuntu riuscirà a generare anteprime per:

  • MP4
  • MKV
  • AVI
  • MOV
  • WEBM

Conclusioni

Ubuntu 26.04 in alcuni casi può non generare automaticamente le anteprime dei file video, soprattutto dopo installazioni pulite, aggiornamenti o configurazioni minimal.

Fortunatamente bastano pochi pacchetti per ripristinare completamente le thumbnail dei video nel file manager.

Una configurazione semplice ma estremamente utile per migliorare l’esperienza quotidiana su Linux.


🚀 Continua a seguirci per altre guide e tutorial tecnici.

MagicQuill: cos’è e come funziona l’AI per modificare immagini online

modificare immagini con l'AI magicquill

Cos’è MagicQuill

MagicQuill è uno strumento online basato su intelligenza artificiale che permette di modificare immagini in modo semplice e intuitivo, anche senza competenze di grafica.

Puoi provarlo direttamente qui:
👉 https://magicquill.art/demo/

A differenza dei classici software di editing (come Photoshop), MagicQuill ti consente di intervenire direttamente sull’immagine disegnando o scrivendo cosa vuoi ottenere.

In pratica:

  • carichi una foto
  • disegni o selezioni una zona
  • descrivi la modifica
  • l’AI genera il risultato

Come funziona MagicQuill (guida semplice)

Il funzionamento di MagicQuill è progettato per essere immediato.

1. Carica un’immagine

Puoi usare qualsiasi tipo di foto: ritratti, paesaggi, prodotti o immagini social.

2. Disegna sull’area da modificare

Utilizzando i pennelli puoi:

  • aggiungere elementi
  • rimuovere oggetti
  • cambiare parti dell’immagine

3. Inserisci un prompt

Scrivi cosa vuoi ottenere, ad esempio:

  • “aggiungi un cappello”
  • “trasforma lo sfondo in spiaggia”
  • “cambia il cielo in tramonto”

4. L’intelligenza artificiale fa il resto

In pochi secondi MagicQuill genera una nuova versione dell’immagine, mantenendo coerenza e realismo.


Funzionalità principali di MagicQuill

✏️ Editing con pennelli intelligenti

Puoi modificare solo le parti che ti interessano senza toccare il resto dell’immagine.

🤖 AI contestuale

Il sistema interpreta ciò che disegni e ciò che scrivi, combinando le due informazioni.

⚡ Risultati in tempo reale

Le modifiche vengono generate rapidamente, permettendo iterazioni veloci.

🎯 Precisione nelle modifiche

Ideale per piccoli ritocchi ma anche per cambiamenti creativi più complessi.


Esempio pratico di utilizzo

Immagina di avere una foto con uno sfondo poco interessante.

Con MagicQuill puoi:

  1. Evidenziare lo sfondo
  2. Scrivere “tramonto sul mare”
  3. Ottenere un’immagine completamente trasformata

Senza usare strumenti complessi o tecniche avanzate.


Perché MagicQuill è diverso dagli altri tool AI

Molti strumenti di intelligenza artificiale funzionano solo tramite testo (prompt).

MagicQuill introduce un approccio più naturale:
👉 disegno + testo + modifica diretta

Questo lo rende:

  • più intuitivo
  • più preciso
  • più controllabile

È un vero ponte tra creatività umana e automazione AI.


A chi è utile MagicQuill

MagicQuill è perfetto per:

  • 🎨 designer e creativi
  • 📱 social media manager
  • 🛒 e-commerce (editing immagini prodotto)
  • 🧑‍💻 utenti senza competenze tecniche

Vantaggi e svantaggi

✅ Pro

  • Facilissimo da usare
  • Non richiede installazione
  • Risultati rapidi
  • Ideale per modifiche veloci

❌ Contro

  • Serve un minimo di pratica per risultati avanzati
  • Qualità variabile a seconda dell’immagine
  • Tool ancora in evoluzione

Conclusione

MagicQuill rappresenta una nuova generazione di strumenti di editing: semplici, veloci e accessibili a tutti.

Se vuoi modificare immagini senza complicarti la vita, è sicuramente uno strumento da provare.

👉 Accedi alla demo:
https://magicquill.art/demo/


FAQ su MagicQuill

MagicQuill è gratuito?

La demo è accessibile online gratuitamente, ma alcune funzionalità potrebbero evolvere nel tempo.

Serve esperienza di grafica?

No, è pensato proprio per chi non ha competenze tecniche.

Si può usare per lavoro?

Sì, è utile per social media, marketing e creazione contenuti.


🎨 Vlad.studio: arte digitale e wallpaper creativi online

Nel panorama dell’arte digitale online, Vlad.studio è uno dei siti più originali e longevi. Creato dall’artista Vlad Gerasimov, questo progetto offre una vasta collezione di wallpaper artistici, illustrazioni digitali e contenuti creativi unici.

Se stai cercando sfondi creativi per desktop o smartphone, Vlad.studio rappresenta una delle migliori risorse disponibili online.


🌐 Cos’è Vlad.studio

Vlad.studio è una piattaforma dedicata alla pubblicazione di arte digitale. Nato nei primi anni 2000, il sito si è evoluto fino a diventare un punto di riferimento per:

  • wallpaper HD e 4K
  • sfondi per smartphone
  • illustrazioni artistiche
  • e-card digitali
  • puzzle interattivi

A differenza di molti siti di immagini stock, Vlad.studio propone contenuti completamente originali, creati direttamente dall’autore.


👨‍🎨 Chi è Vlad Gerasimov

Vlad Gerasimov è un artista digitale e web designer che ha saputo unire competenze tecniche e creative. Il suo lavoro si distingue nel settore dell’arte digitale online per:

  • uno stile riconoscibile
  • grande attenzione ai dettagli
  • approccio creativo e innovativo

Grazie a Vlad.studio, è riuscito a costruire un progetto indipendente diventato famoso a livello internazionale.


🎨 Lo stile artistico di Vlad.studio

Uno degli elementi che rendono Vlad.studio così apprezzato è il suo stile visivo unico. Le opere presenti sul sito sono caratterizzate da:

  • colori vivaci e armoniosi
  • ambientazioni surreali
  • elementi fantastici e simbolici
  • atmosfere sognanti e narrative

Queste caratteristiche rendono i wallpaper artistici perfetti per personalizzare dispositivi digitali in modo originale.


💻 Funzionalità principali del sito

📂 Archivio di illustrazioni digitali

Il sito ospita centinaia di opere organizzate per tema e categoria.

📱 Wallpaper per ogni dispositivo

Gli utenti possono scaricare sfondi ottimizzati per:

  • computer
  • smartphone
  • tablet

🎮 Esperienze interattive

Alcune immagini possono essere trasformate in puzzle online, rendendo l’esperienza più coinvolgente.

⭐ Contenuti premium

È disponibile anche una sezione premium con:

  • risoluzioni avanzate
  • contenuti esclusivi

🔍 Perché scegliere Vlad.studio

Vlad.studio si distingue da altri siti grazie a diversi fattori:

  • contenuti originali e non stock
  • qualità artistica elevata
  • ampia varietà di wallpaper
  • esperienza utente semplice e intuitiva

Per chi cerca arte digitale di qualità o sfondi creativi, questo sito è una scelta ideale.


🚀 Vlad.studio e SEO: perché è ancora rilevante

Nonostante la crescita di piattaforme come Pinterest o Unsplash, Vlad.studio continua a essere rilevante grazie a:

  • una forte identità visiva
  • contenuti evergreen
  • keyword strategiche come “wallpaper artistici” e “arte digitale”
  • una community fedele

Questo dimostra come un progetto personale possa diventare un caso di successo nel web design e nella SEO.


📌 Conclusione

Vlad.studio è molto più di un semplice sito di immagini: è una vera galleria di arte digitale online.

Grazie alla creatività di Vlad Gerasimov, il sito offre contenuti unici perfetti per chi cerca wallpaper originali e ispirazione visiva.


Scaricare presentazioni da SlideShare (metodo semplice con SaveSlide)

Se ti è mai capitato di trovare una presentazione utile su SlideShare, sai già il problema:
non sempre puoi scaricarla direttamente.

In questa guida vediamo un metodo semplice e veloce per farlo usando SaveSlide, senza installare nulla.


🔧 Cosa ti serve

  • un browser (Chrome, Edge, Safari, ecc.)
  • il link della presentazione SlideShare
  • 1 minuto di tempo

🚀 Metodo pratico: usare SaveSlide

1. Copia il link della presentazione

Vai su SlideShare, apri la presentazione e copia l’URL dalla barra in alto.


2. Apri SaveSlide

Vai qui:
👉 https://saveslide.com/#tool-section


3. Incolla il link

Nel campo principale:

  • incolla il link della presentazione
  • scegli la qualità (HD o SD)

👉 Se non hai esigenze particolari, usa HD


4. Guarda l’anteprima

SaveSlide ti mostra tutte le slide.

Questo è utile perché puoi:

  • controllare se funziona correttamente
  • evitare di scaricare roba inutile
  • selezionare solo alcune slide

5. Scarica il file

A questo punto puoi scegliere:

  • PDF → migliore per studiare
  • ZIP → immagini delle slide

Clicca su Download e hai finito.


👍 Perché usare SaveSlide

Rispetto ad altri metodi:

  • non devi registrarti
  • non devi installare programmi
  • funziona anche da smartphone
  • puoi vedere le slide prima di scaricarle

In pratica: fa quello che serve, senza complicazioni.


⚠️ Nota importante

Non tutte le presentazioni sono scaricabili.

Funziona solo se:

  • la presentazione è pubblica
  • non ha restrizioni particolari

E ovviamente:
👉 rispetta sempre i diritti dell’autore


💡 Quando usarlo davvero

Questo strumento è utile se:

  • studi e vuoi salvare slide
  • lavori con presentazioni
  • fai formazione o ricerca
  • vuoi archiviare contenuti offline

🧠 Alternativa (se non funziona)

Se SaveSlide non funziona:

  • prova a vedere se SlideShare ha il download diretto
  • fai screenshot delle slide
  • cerca versioni PDF della stessa presentazione

✅ Conclusione

Se vuoi scaricare presentazioni da SlideShare senza perdere tempo,
SaveSlide è il metodo più veloce.

Copi il link → incolli → scarichi. Fine.


Se ti interessano altre guide pratiche come questa, continua a seguire Albilab.

DNS Alternativi e Sovranità Digitale: Guida alle migliori soluzioni Europee (2026)

In un panorama tecnologico dove i dati rappresentano il nuovo asset geopolitico, il controllo dell’infrastruttura di rete non è più solo una questione per sistemisti, ma una necessità strategica. Cambiare i DNS è il primo passo per chiunque voglia riprendere il controllo della propria navigazione. Su Albilab.it parliamo spesso di ottimizzazione, e oggi lo facciamo guardando alla Sovranità Digitale Europea.

Cos’è il DNS e perché dovresti ignorare quello del tuo ISP

Il DNS (Domain Name System) è, di fatto, la rubrica di Internet. Quando digiti un URL, il server DNS lo traduce nell’indirizzo IP del server di destinazione. I DNS forniti di default dai provider italiani (ISP) presentano spesso tre criticità:

  1. Latenza: Infrastrutture non sempre ottimizzate che rallentano l’apertura dei siti.
  2. Censura: Blocchi amministrativi o legali applicati a livello di risoluzione.
  3. Profiling: I tuoi log di navigazione sono una miniera d’oro per chi vuole profilare le tue abitudini.

Il dilemma della Sovranità Digitale: Google vs Europa

Fino a poco tempo fa, la scelta standard ricadeva sui giganti americani: Google DNS (8.8.8.8) o Cloudflare (1.1.1.1). Sebbene siano servizi eccellenti, consegnano i metadati della nostra vita digitale ad aziende extra-UE, soggette a legislazioni (come il Cloud Act statunitense) non sempre in linea con il nostro GDPR.

Cos’è la Sovranità Digitale? È la capacità dell’Europa di gestire autonomamente le proprie infrastrutture digitali e proteggere i dati dei cittadini, riducendo la dipendenza tecnologica dalle Big Tech d’oltreoceano.


Le Migliori Alternative Europee del 2026

Ecco i resolver che consigliamo oggi per unire prestazioni e conformità normativa.

1. DNS4EU: Il Resolver dell’Unione Europea

Lanciato per rafforzare l’autonomia digitale continentale, DNS4EU è la scelta istituzionale definitiva.

  • IP Primario: 86.54.11.1
  • Perché sceglierlo: Server distribuiti esclusivamente su suolo UE e protezione nativa contro il phishing approvata dai centri di cybersicurezza europei.

2. dns0.eu: Privacy e Performance

Un’iniziativa francese no-profit che non scende a compromessi. È perfetto per chi cerca una velocità paragonabile a quella di Google ma con una politica “zero-log” certificata.

  • Specialità: Supporto avanzato ai protocolli crittografati DoH (DNS-over-HTTPS) e DoT.

3. Quad9 (Sede in Svizzera)

Nonostante l’infrastruttura globale, Quad9 ha spostato la propria sede legale a Zurigo per beneficiare delle leggi svizzere sulla privacy.

  • IP Primario: 9.9.9.9
  • Vantaggi: Una delle migliori intelligence mondiali per il blocco preventivo dei domini malevoli.

Hands-on: Configurazione su Linux

Per la nostra community di utenti Linux, la configurazione tramite interfaccia grafica è spesso superflua. Vediamo come forzare i DNS europei via terminale utilizzando systemd-resolved, lo standard sulle distribuzioni moderne (Ubuntu, Debian, Fedora, Arch).

  1. Modifica il file di configurazione:Bashsudo nano /etc/systemd/resolved.conf
  2. Imposta i server DNS europei:Individua la riga [Resolve] e modificala come segue:PlaintextDNS=86.54.11.1 9.9.9.9 FallbackDNS=1.1.1.1
  3. Riavvia il servizio:Bashsudo systemctl restart systemd-resolved

Tip: Per verificare che i nuovi DNS siano attivi, usa il comando resolvectl status.


Confronto Tecnico: Quale scegliere?

ServizioSede LegalePrivacySicurezzaIdeale per
GoogleUSAMediaStandardChi vuole semplicità
DNS4EUUEMassimaAlta (Cybersecurity UE)Sovranità Digitale
dns0.euUEMassimaAltaPrivacy-focused
Quad9SvizzeraAltaEccellente (Anti-malware)Sicurezza Totale

Conclusioni

Nel 2026, la scelta del DNS non è più solo una questione di millisecondi. È una dichiarazione di intenti. Passare a DNS4EU o dns0.eu significa premiare l’ecosistema tecnologico del nostro continente e mettere i propri dati al sicuro sotto la giurisdizione europea.

E tu, hai già abbandonato i DNS americani? Se hai difficoltà con la configurazione sul tuo router o sulla tua distro Linux, scrivici nei commenti.

Firefox al Massimo della Privacy: Cos’è e Come Funziona ffprofile.com

Navigare sul web oggi è un po’ come camminare nel fango: ogni passo lascia un’impronta. Se usi Firefox, sai già di avere tra le mani uno dei browser più attenti alla privacy, ma sapevi che le impostazioni “di fabbrica” sono solo la punta dell’iceberg?

Esiste un tool gratuito, rapido e incredibilmente potente per trasformare il tuo browser in un fortino inespugnabile: si chiama ffprofile.com.

In questo articolo scopriamo insieme perché dovresti usarlo e come configurarlo in meno di 5 minuti.


Il problema: Le impostazioni nascoste di Firefox

Firefox è estremamente personalizzabile, ma molte delle sue funzioni più avanzate per la sicurezza sono nascoste nel menù about:config, una lista infinita di codici e parametri tecnici dove è facile fare danni se non si è esperti.

Spesso, per garantire che tutti i siti funzionino correttamente, Mozilla lascia attive alcune funzioni di telemetria (invio dati sull’uso) o servizi di localizzazione che non tutti desiderano.

La soluzione: ffprofile.com

ffprofile.com è un generatore di configurazioni. Non è un software da installare, ma un sito web che ti permette di selezionare, tramite una serie di interruttori (toggle), cosa vuoi attivare o disattivare nel tuo browser.

Una volta scelte le tue preferenze, il sito crea un piccolo file chiamato user.js. Ti basta inserire quel file nella cartella del tuo profilo Firefox e il gioco è fatto: il browser si autoconfigurerà secondo i tuoi desideri.


Quali benefici ottieni?

Utilizzando un profilo generato con ffprofile, puoi ottenere diversi vantaggi immediati:

  • Blocco della Telemetria: Impedisci a Firefox di inviare dati sull’utilizzo ai server di Mozilla.
  • Protezione dal Fingerprinting: Rendi più difficile per i siti web identificarti in base alle caratteristiche del tuo computer (risoluzione schermo, font installati, ecc.).
  • Disattivazione di Pocket e Servizi Extra: Rendi l’interfaccia più pulita eliminando servizi predefiniti che magari non usi.
  • Sicurezza Avanzata: Forza l’uso di connessioni sicure e disabilita funzioni web potenzialmente vulnerabili (come WebGL o WebRTC, che possono rivelare il tuo vero indirizzo IP anche sotto VPN).

Guida Rapida: Come creare il tuo profilo perfetto

Ecco i passaggi per blindare il tuo browser:

  1. Visita il sito: Vai su ffprofile.com.
  2. Scegli il livello di restrizione: Puoi usare i preset (come “Enforce Privacy”) o spuntare manualmente le opzioni. Se sei un utente medio, le opzioni di default del sito sono già un ottimo compromesso.
  3. Scarica il pacchetto: Clicca su “Download zip” o scarica direttamente il file user.js.
  4. Inserisci il file in Firefox:
    • Apri Firefox e scrivi about:support nella barra degli indirizzi.
    • Cerca la voce Cartella del profilo e clicca su “Apri cartella”.
    • Copia il file user.js appena scaricato all’interno di questa cartella.
  5. Riavvia: Chiudi e riapri Firefox. Le modifiche sono ora attive!

Nota di Albilab: Se dopo aver inserito il file noti che alcuni siti non funzionano correttamente (ad esempio le videochiamate se hai disattivato WebRTC), ti basterà rimuovere il file user.js dalla cartella e riavviare il browser per tornare alle impostazioni originali.


In conclusione

ffprofile.com è lo strumento definitivo per chi vuole il controllo totale sulla propria navigazione senza dover studiare manuali di informatica. È un modo semplice, pulito e trasparente per dire “no” al tracciamento selvaggio.

Ti è stata utile questa guida? Se hai dubbi sulla configurazione o vuoi approfondire altri strumenti per la tua sicurezza digitale, scrivici nei commenti.

Google Discover: cos’è, come funziona e come gestire la cronologia per un feed pulito

Google Discover è uno strumento potente, ma spesso sottovalutato. Se usato bene può diventare una fonte di notizie personalizzata e davvero utile. Se usato male… può trasformarsi in un feed pieno di contenuti irrilevanti.

In questa guida vediamo:

  • Cos’è Google Discover
  • Come funziona l’algoritmo
  • Come personalizzare il feed
  • Come gestire e pulire la cronologia
  • Come mantenere l’account Google “ordinato” nel tempo

Cos’è Google Discover

Google Discover è il feed personalizzato che trovi:

  • Nell’app Google su Android e iOS
  • Nella schermata a sinistra della home su molti smartphone Android
  • Su google.com (da mobile, se sei loggato)

A differenza della classica ricerca Google, Discover non richiede una query: ti propone contenuti in base ai tuoi interessi.


Come funziona Google Discover

Google Discover utilizza:

  • Cronologia delle ricerche
  • Siti visitati
  • Video YouTube guardati
  • App utilizzate (su Android)
  • Posizione (se attiva)
  • Interazioni precedenti con il feed

In pratica, è un sistema di raccomandazione basato su machine learning che costruisce un profilo dei tuoi interessi.

👉 Se clicchi spesso su articoli di tecnologia open source, Discover ti proporrà sempre più contenuti simili.
👉 Se inizi a leggere gossip o calcio… il feed cambierà direzione.


Come personalizzare Google Discover

Pulire il feed è possibile. Basta sapere dove intervenire.

1️⃣ Usare le opzioni direttamente nel feed

Sotto ogni notizia trovi il menu con i tre puntini.

Puoi scegliere:

  • Non mi interessa questo argomento
  • Non mostrare contenuti da questo sito
  • Mostra di più su questo argomento

Questa è la prima forma di “addestramento” dell’algoritmo.

📌 Consiglio tecnico: fatelo spesso. È il metodo più rapido per ripulire il feed.


2️⃣ Gestire gli interessi manualmente

Vai su:

Google App → Profilo → Impostazioni → Interessi → I tuoi interessi

Qui puoi:

  • Seguire nuovi argomenti
  • Smettere di seguire temi non più rilevanti
  • Rimuovere interessi errati

Questo è utile se Discover ha “capito male” i tuoi gusti.


Come gestire e pulire la cronologia Google

Qui entriamo nella parte più importante.

Il feed di Discover è strettamente collegato alla tua Attività Google.

Accedere alla cronologia

Vai su:

👉 https://myactivity.google.com

Qui trovi:

  • Cronologia ricerche
  • Attività web e app
  • Cronologia YouTube
  • Cronologia posizione (se attiva)

Eliminare singole attività

Puoi:

  • Cancellare singole ricerche
  • Eliminare attività di un giorno specifico
  • Eliminare attività per intervallo di tempo
  • Eliminare tutto

Come fare:

  1. Vai su “Elimina”
  2. Scegli:
    • Ultima ora
    • Ultimo giorno
    • Sempre
    • Intervallo personalizzato

Attivare l’eliminazione automatica

Funzione consigliatissima 👍

Dentro “Attività web e app” puoi attivare:

  • Eliminazione automatica ogni 3 mesi
  • Ogni 18 mesi
  • Ogni 36 mesi

Per mantenere il feed più coerente e meno “inquinato” consiglio i 3 mesi.


Disattivare la personalizzazione (opzione radicale)

Se vuoi un feed meno invasivo:

Vai su:
Impostazioni Google → Dati e privacy → Attività web e app

Puoi:

  • Mettere in pausa la raccolta dati
  • Disattivare la cronologia YouTube
  • Disattivare la cronologia posizione

⚠️ Attenzione: Discover diventerà meno preciso.


Best Practice per un feed pulito

Ecco alcune buone pratiche da tecnico IT:

✅ Non cliccare contenuti “per curiosità”

Anche un solo clic influenza l’algoritmo.

✅ Usa regolarmente “Non mi interessa”

È il metodo più efficace.

✅ Attiva eliminazione automatica ogni 3 mesi

Mantieni il profilo aggiornato ai tuoi interessi attuali.

✅ Separa account lavoro e personale

Se usi Discover anche per ricerca tecnica (es. Linux, Docker, cybersecurity), crea un account Google dedicato.


Privacy e Open Source: una riflessione

Google Discover è potente ma si basa sulla profilazione.

Se sei attento alla privacy puoi valutare alternative:

  • Feed RSS con Feedly
  • FreshRSS (self-hosted, open source)
  • Inoreader
  • Aggregatori federati

Un feed RSS self-hosted è la soluzione più pulita in termini di controllo dei dati.


Conclusione

Google Discover può essere:

  • Uno strumento utile
  • Una fonte di distrazione
  • Un algoritmo da addestrare

Sta a noi gestirlo.

Pulire la cronologia e usare correttamente le impostazioni significa avere:

✔️ Feed più pertinenti
✔️ Meno contenuti inutili
✔️ Maggiore controllo sui propri dati

Come installare Etcher su Ubuntu 25.10

come installare balena Etcher su ubuntu 25.10

Se stai utilizzando la nuova versione Ubuntu 25.10 e hai bisogno di creare una pendrive USB avviabile, balenaEtcher rimane uno degli strumenti migliori per la sua semplicità e efficacia.

Tuttavia, installando la versione .deb di Etcher su Ubuntu 25.10, potresti imbatterti in un errore di blocco dovuto a una dipendenza specifica spesso non allineata nelle versioni più recenti del sistema operativo: libgdk-pixbuf-2.0-0.

In questa guida vedremo come installare Etcher correttamente utilizzando GDebi e come risolvere l’errore scaricando manualmente la libreria mancante.

Fase 1: Scaricare il pacchetto .deb di Etcher

Per prima cosa, procuriamoci il software ufficiale.

  1. Collegati al sito balena.io/etcher.
  2. Clicca su “Download for Linux” e scegli il formato “DEB Package”.
  3. Salva il file (es. balena-etcher-electron_xxx_amd64.deb) nella tua cartella Download.

Fase 2: Installare GDebi

Per gestire al meglio l’installazione e l’errore delle dipendenze, useremo GDebi al posto del solito installer di Ubuntu, in quanto è molto più esplicito nel segnalare cosa manca.

Apri il terminale e lancia i comandi:

sudo apt update
sudo apt install gdebi

Fase 3: Identificare l’errore della dipendenza

Proviamo ora ad aprire il file di Etcher per vedere l’errore:

  1. Vai nella cartella Download.
  2. Clicca con il tasto destro sul file .deb di Etcher e seleziona “Apri con” > “Installatore pacchetti GDebi”.
  3. Clicca su “Installa pacchetto”.

A questo punto l’installazione fallirà. GDebi ti mostrerà un errore che indica che la dipendenza libgdk-pixbuf-2.0-0 non è soddisfatta.

Fase 4: Scaricare la libreria mancante (Link Diretto)

Non è necessario cercare nel web: abbiamo individuato il file esatto che risolve il problema per Ubuntu 25.10.

Copia e incolla questo link nel tuo browser per scaricare direttamente la libreria corretta:

http://ftp.de.debian.org/debian/pool/main/g/gdk-pixbuf/libgdk-pixbuf-2.0-0_2.42.12+dfsg-4_amd64.deb

Il file che scaricherai si chiamerà: libgdk-pixbuf-2.0-0_2.42.12+dfsg-4_amd64.deb

Fase 5: Installare la libreria con GDebi

Ora che abbiamo la “pezza” per il sistema, installiamola:

  1. Una volta scaricato, vai nella cartella Download.
  2. Clicca con il tasto destro sul file libgdk-pixbuf-2.0-0_2.42.12+dfsg-4_amd64.deb.
  3. Seleziona “Apri con” > “Installatore pacchetti GDebi”.
  4. Clicca su “Installa pacchetto”.

Questa volta l’operazione dovrebbe completarsi senza errori, poiché stiamo fornendo al sistema la libreria grafica che cercava.

Fase 6: Completare l’installazione di Etcher

Siamo arrivati al traguardo.

  1. Torna alla finestra di GDebi che avevi aperto inizialmente per il file di Etcher (se l’hai chiusa, riaprila cliccando col destro sul file .deb di Etcher).
  2. Ora che la dipendenza libgdk-pixbuf-2.0-0 è stata installata, il pulsante “Installa pacchetto” sarà attivo e funzionante.
  3. Clicca su Installa e, al termine, avrai Etcher pronto all’uso nel menu delle applicazioni.

Conclusione

Grazie a questo piccolo “trucco” con GDebi e il download mirato della libreria da Debian, hai aggirato un problema comune sulle distribuzioni più recenti come Ubuntu 25.10. Ora sei pronto a flashare le tue ISO preferite in sicurezza.

A presto con il team di Albilab!

Come installare Windows 11 con driver Intel RST (SSD NVMe non rilevato)

come installare i driver Intel RST

Durante l’installazione pulita di Windows 11 può capitare che l’SSD M.2 PCIe NVMe non venga rilevato dal programma di installazione.

Il problema è molto comune sui PC recenti (soprattutto notebook Intel di 11ª, 12ª, 13ª generazione e successivi) dove nel BIOS è attiva la modalità Intel RST (Rapid Storage Technology) / VMD.

In questa guida vediamo come risolvere il problema caricando i driver Intel RST durante l’installazione di Windows 11, senza disattivare funzionalità dal BIOS (quando non possibile).


Perché l’SSD NVMe non viene rilevato?

Quando nel BIOS è attiva la modalità:

  • Intel RST
  • Intel VMD Controller
  • Modalità RAID invece di AHCI

Windows non include sempre i driver necessari per riconoscere l’unità NVMe durante l’installazione.

Risultato:
Nella schermata “Dove vuoi installare Windows?” non appare nessun disco.


Soluzione: Caricare manualmente i driver Intel RST

Cosa serve

  • Chiavetta USB con Windows 11
  • Seconda chiavetta USB (oppure stessa chiavetta con cartella dedicata)
  • Driver Intel RST (F6 Driver) compatibile con il tuo modello

1️⃣ Scaricare i driver Intel RST corretti

Hai due possibilità:

Metodo consigliato

Scarica i driver dal sito ufficiale del produttore del PC (HP, Dell, Asus, Acer, Lenovo, ecc.) cercando:

Driver Intel Rapid Storage Technology (RST)
oppure
F6 VMD Driver

⚠️ È importante scegliere il driver compatibile con il modello e il chipset del PC.


2️⃣ Preparare la chiavetta USB con i driver

  1. Estrai il file ZIP scaricato
  2. Copia la cartella estratta su una chiavetta USB
  3. Assicurati che all’interno siano presenti file come:
    • .inf
    • .sys
    • .cat

Non copiare solo l’eseguibile .exe, ma i file estratti.


3️⃣ Avviare l’installazione di Windows 11

  1. Inserisci la chiavetta con Windows
  2. Entra nel BIOS (di solito con F2, F12, DEL o ESC)
  3. Avvia da USB
  4. Procedi fino alla schermata:

Dove vuoi installare Windows?

Se il disco non appare, continua con il passaggio successivo.


4️⃣ Caricare il driver RST durante l’installazione

  1. Clicca su “Carica driver”
  2. Inserisci la chiavetta con i driver
  3. Seleziona la cartella contenente i file .inf
  4. Conferma

Windows mostrerà uno o più driver compatibili.
Seleziona quello relativo a:

Intel(R) Volume Management Device (VMD)
oppure
Intel(R) Rapid Storage Technology Controller

Dopo pochi secondi l’SSD NVMe comparirà nell’elenco.


5️⃣ Procedere con l’installazione

Ora puoi:

  • Eliminare le vecchie partizioni
  • Creare una nuova partizione
  • Installare Windows normalmente

L’installazione proseguirà senza problemi.


Alternativa: Disattivare RST dal BIOS (solo se possibile)

In alcuni casi puoi evitare il caricamento driver entrando nel BIOS e:

  • Disattivando Intel VMD
  • Impostando modalità AHCI invece di RAID

⚠️ Attenzione:
Se il PC nasce con RST attivo, cambiarlo può causare problemi su installazioni già esistenti.


Quando è obbligatorio usare i driver RST?

È necessario caricare i driver quando:

  • Il BIOS non permette di disattivare VMD
  • Il produttore blocca la modalità RAID
  • Il PC è di ultima generazione con controller Intel VMD attivo

Problemi comuni e soluzioni

Il driver non viene accettato

  • Assicurati di aver scaricato la versione corretta
  • Prova a usare una versione più recente
  • Verifica che l’architettura sia 64 bit

L’SSD continua a non apparire

  • Aggiorna il BIOS
  • Prova un’altra porta USB
  • Ricrea la chiavetta di installazione con Media Creation Tool

Conclusione

Se durante l’installazione di Windows 11 il tuo SSD M.2 NVMe non viene rilevato, nella maggior parte dei casi il problema è legato ai driver Intel RST / VMD.

Caricando manualmente il driver corretto durante l’installazione, il disco verrà riconosciuto immediatamente e potrai completare l’installazione senza modificare configurazioni delicate del BIOS.


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